Conosci PeaceFest, il progetto SVE di Francesca

La strada per Tbilisi

“Quando ho deciso di partire per lo #SVE20 non mi ero fatta tante aspettative su quello che avrei trovato nella città e organizzazione hosting. Volevo un’esperienza che mi rendesse più interessante sul mercato del lavoro, che mi permettesse di viaggiare e che mi desse una bella scossa.

Così quasi nove mesi fa ho fatto la valigia e sono partita alla volta di Tbilisi, Georgia, segnando il mio record personale di distanza da casa.

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Partendo senza o con pochissime aspettative non sarei rimasta delusa. Tuttavia nessuna delle possibili aspettative avrebbe potuto includere in maniera esaustiva questa esperienza. Ho trascorso otto mesi a Tbilisi e all’”International Center for Peace and Integration” e viaggiato un po’ per il Paese.

Ho potuto prendere parte a laboratori d’inglese, gestire classi d’italiano, aiutare la realizzazione di progetti sia a livello locale sia internazionale e conoscere tantissime persone. All’interno dell’organizzazione ho trovato tanti spunti stimolanti e una comunità con cui condividere i miei obiettivi, realizzare progetti, sostenendoci a vicenda, e con cui discutere in maniera costruttiva.

 

 

Da qui, ho pensato di organizzare come progetto personale un festival che esprimesse un po’ il nostro progetto “the Power of Action” e i valori di ICPI: il PeaceFest.

Assieme al mio “compagno di SVE” abbiamo impostato il programma del festival e ho quindi implementato tre giorni di attività all’insegna della ricerca della pace con sé e con le persone intorno a sé, con sessioni di meditazione, yoga, workshop e conferenze. Sono stati i tre giorni più impegnativi di tutto il mio SVE ma mi hanno insegnato molto, soprattutto sul superare momenti di crisi.

 

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Quando mi domandano com’è stato il mio #SVE20 , la parola che mi viene in mente è educativo. Essere volontario mi ha insegnato tanto su me stessa, mi ha reso più attiva e consapevole. 

Decidere di partire è come un passo nel vuoto ma, se hai la pazienza e la fiducia di proseguire il cammino, a ogni passo in avanti si sente il suolo più solido sotto i piedi. È un’esperienza che consiglio a tutti.” 

 

Francesca volontaria #evs Scambieuropei