Un’esperienza di Scambio Culturale in Lussemburgo sull’imprenditorialità

Un’esperienza di Scambio Culturale sull’imprenditorialità raccontata dalla group leader che ha preso parte al progetto di scambio culturale giovanile BE CREATIVE in Lussemburgo

 

Se dovessi rispondere alla domanda “qual è stata la più bella esperienza della tua vita?” risponderei: “5-13 Dicembre 2016, lo scambio culturale giovanile BE CREATIVE in Lussemburgo”, ovvero quando sono stata selezionata dall’Associazione Iniziativa Democratica come Group Leader e, insieme ad altri 7 giovani,  ho rappresentato l’Italia davanti al gruppo di partecipanti provenienti da Lussemburgo, Polonia, Macedonia e Repubblica Ceca.

 

 

Il tema dello scambio culturale è stato quello dell’imprenditorialità, un argomento molto interessante e molto stimolante per tutti. L’obiettivo del progetto è stato quello di fornire gli strumenti per poter realizzare un vero e proprio business plan, e magari realizzarlo già con contenuti significativi, al fine di essere in grado di lanciare la propria attività imprenditoriale. Accattivante, vero?

 

Durante la mattina del primo giorno abbiamo fatto dei giochi per riconoscere almeno il viso, il nome e il paese di provenienza degli altri. Può sembrare una sciocchezza, ma vi posso garantire che essendo in 33, alla fine dell’esperienza non tutti conoscevano i nomi degli altri partecipanti al completo ma tutti erano in grado di descrivere la persona ed associarla alla cultura e al paese di appartenenza.

 

Oltre a quelli sopra elencati, la giornata è continuata con altri giochi pensati per scoprire le caratteristiche di ognuno partecipanti. Come mai abbiamo dedicato tante ore a conoscere gli altri? La risposta è semplicissima e mi ricorda i tempi dell’università quando uno dei professori, durante un corso, ci disse:

“Guardate intorno a voi. Vedete queste persone? Parlate con loro. Create amicizie. Fate connessioni perché un giorno vi potranno aiutare a trovare un lavoro. I legami creati sono molto importanti. Stanno alla base della vita.”

Beh, più o meno per questo. Stavamo lì, pronti a dare vita ad potenziale business ed ogni persona presente sarebbe potuta diventare un possibile partner.

 

Alle 21:00 del primo giorno abbiamo avuto la serata interculturale dove ogni paese aveva un tavolo assegnato per presentare i prodotti tipici delle proprie regioni. A seguito della degustazione abbiamo avuto tempo di conoscerci ancora meglio e ballare. Ad un certo punto un ragazzo della Macedonia si è avvicinato e ha domandato ad un membro della mia squadra se conosceva la canzone “Andiamo a comandare”. Con vergogna ammetto che non la conoscevo…ma nel momento in cui è stata messa tutti abbiamo cominciato a ballare, proprio come si doveva, quindi è diventata da subito il “tormentone” dell’intera esperienza.

 

 

Nei giorni seguenti abbiamo scoperto come fare un progetto, come essere un buon imprenditore, abbiamo fatto simulazioni, abbiamo intervistato degli imprenditori di successo, abbiamo visitato un centro giovanile in Lussemburgo, il mercatino di Natale, abbiamo formato le squadre per lanciare vari business e abbiamo lavorato al nostro business plan per poi presentarli.

 

La cosa che mi ha stupito di più in positivo è il fatto che gli organizzatori ci incoraggiavano in continuazione a proporre le nostre attività o a fare delle presentazioni per aiutare noi stessi. Inoltre, avendo avuto varie esperienze lavorative nel settore privato, ho notato che creatività e flessibilità vengono spesso abolite, mentre questo ambiente permissivo era adatto allo sviluppo personale di ognuno di noi e i talenti di tutti venivano riconosciuti perché potevamo esprimerli liberamente senza essere giudicati.

 

Ad esempio mi sono sentita apprezzata quando mi hanno chiesto se avessi voluto fare qualche esercizio coi gruppi visto che nel mio curriculum ho come esperienza quella di formatore: così mi sono calata nel ruolo e ho motivato i membri della mia squadra ad essere più aperti e fare presentazioni nel caso in cui avessero avuto qualche idea speciale in mente.

 

 

Quello che è veramente fondamentale negli scambi culturali sono i legami che si formano,  come già detto prima. Conoscere gli altri, le loro esperienze, le loro tradizioni e vedere le differenze e le somiglianze aiuta a conoscere noi stessi meglio e ci apre la mente ed il cuore.

Tutto è possibile: innamorarsi, fare amicizie durevoli nel tempo, trovare futuri partner di affari e ottenere quasi 2500 visualizzazioni sulla pagina Facebook di Iniziativa Democratica con un filmino dove si fa il ballo ignorante riprendendo la canzone “Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi.

 

Questo è stato il mio primo scambio culturale ed è stato un successo. Posso confessare che a livello personale mi ha aiutato tantissimo perché ho fatto parecchie amicizie ed era proprio quello di cui avevo bisogno in questo momento. Ovviamente ho imparato anche come fare un business plan e non sembra più così difficile.

 

Raccomando a tutti i giovani di approfittare di queste opportunità che l’Unione Europea mette  loro a disposizione attraverso le associazioni ed organizzazioni no profit.

Andate a comandare, ragazzi! E se scegliete di partire attraverso i progetti di Iniziativa Democratica, ancora meglio!