Una giornata con Scambieuropei all’insegna della formazione SVE

Partecipa anche tu alla  giornata formativa di Scambieuropei sulla formazione SVE e impara cosa significa diventare un volontario europeo

 

Quando: 12 gennaio 2018

Dove: presso la sede di Scambieuropei, via Lanzarini 11, 40127, Bologna

Destinatari: tutti gli interessati, compresi i volontari sve in partenza e gli sve di ritorno che desiderano condividere la loro esperienza

 

 

Descrizione dell’evento

Il giorno12 gennaio 2018, presso la Sede di Scambieuropei, si terrà la formazione pre-partenza SVE (Servizio Volontario Europeo), un breve corso di preparazione per chi intenda partecipare a questa esperienza o è in procinto di partire

La formazione illustrerà ai futuri volontari tutto quello che riguarda lo SVE, integrando la spiegazione con una sessione di domande e risposte con i partecipanti. In aggiunta, verranno fornite nozioni generali sui diritti e doveri dei volontari e sugli attori coinvolti in un progetto #SVE

Durante il corso verrà dato spazio alla presentazione personale dei volontari e potenziali volontari, cercando di capire le loro aspettative sui progetti SVE, così da coinvolgere successivamente tutto il team in un lavoro di gruppo.

 

Obiettivo dell’evento

L’evento della formazione pre-partenza SVE nasce con l’obiettivo di creare lo spazio per un momento di riflessione, tanto di gruppo quanto personale, sul significato di un’esperienza di educazione non formale e di volontariato all’estero.

A tal fine i formatori utilizzeranno diverse tecniche di educazione non formale, quale il “Learning by doing”, come strumento per una riflessione sulle dinamiche di gruppo e sul proprio modo di affrontare lo “stress” dato dal dover cooperare con sconosciuti. Un modello, questo, estremamente semplice, ma che risulta efficace e di immediata comprensione per tutti.

All’esperienza formativa sono invitati i volontari in partenza, i volontari appena rientrati in Italia dopo l’esperienza di servizio volontario europeo e tutti gli interessati

 

Temi trattati

  • Perché diventare volontario europeo
  • Come gestire lo shock culturale
  • Quali sono i diritti e i doveri del volontario
  • Cosa copre l’assicurazione
  • Come vivere in armonia con altri volontari
  • Quali sono le aspettative
  • Chi è il mentor
  • Come funzionano i finanziamenti
  • Che ruolo hanno la sending, la hosting e la coordinating organization
  • e tanto altro ancora

 

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

Perché partecipare ad uno Scambio Culturale? Scoprilo con un video

 

“Tourism Makes Employment” è lo scambio culturale tenutosi nel mese di maggio 2017 e promosso dall’associazione sending Italiana Vagamondo.

 

Prima, durante e dopo lo scambio, 24 giovani italiani, macedoni, rumeni e spagnoli hanno condiviso le loro conoscenze sui temi del turismo e della disoccupazione nei loro paesi, hanno sviluppato competenze nella produzione di video e di editing, hanno imparato a identificare le risorse turistiche nelle loro aree locali, come valorizzarle, promuoverle e come usarle per creare opportunità di lavoro e sviluppare la propria idea imprenditoriale.

 

Il progetto è stato sviluppato principalmente attraverso metodi di educazione non formale ed è stato cofinanziato dal programma Erasmus Plus tramite l’Agenzia Nazionale per i Giovani.

 

Guarda il video creato durante il progetto e scopri il valore di un progetto di scambio internazionale

 

 

 

 

 

Combattendo il razzismo: Racconto di “Cultural Tolerance in Multicultural Europe” in Bulgaria

Tramite l’associazione Scambieuropei 5 giovani hanno avuto la possibilità di partecipare allo Scambio culturale in Bulgaria sulla diversità culturale e la lotta al razzismo. 

Dal 21 al 30 settembre hanno infatti preso parte al training course Cultural Tolerance in Multicultural Europe” per combattere la discriminazione culturale e a promuovere il dialogo tra differenti culture.

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From 21th to 30th September,2016, youth from six European countries gathered to discuss cultural tolerance issues in Varna city, Bulgaria. Participants from Italy, Romania, Turkey, Lithuania, Macedonia and Bulgaria became a family for a week united by one goal: to explore Cultural Tolerance in Multicultural Europe by the power of non-formal education.

Project participant Yiğit (Turkey): “What I liked the most about this project is the people. There were so many different people from different countries but most of them were so open minded and friendly. Everybody became friends during the project. These projects are important because it helps everybody to know other cultures and their lives. It makes a bond between countries and people”.

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Erasmus youth exchange project “Cultural Tolerance in Multicultural Europe” was organised with the aim to promote the cultural diversity in order to increase tolerance, empathy, acceptance, and to fight with discrimination, racism and separation. Valuable discussions covered the topics of discrimination, xenophobia and racism, islamophobia and antisemitism or what is like to be a refugee.

To make the topic more flexible for the young people, project participants experienced the issue while joining different activities such as simulation game “Diversity country” or “Mission dangerous”. International youth also had a chance to experience the point of view of Varna citizens and discuss cultural tolerance issues while doing interviews with locals in the city.

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To make the project and the topic more visible, the participants performed theater performance “Come whoever you are” in the heart of the city of Varna, next to main entrance of the Sea garden. Project participants shared their ideas with the locals not only while performing, but also giving their best wishes to the citizens with small buds of paper flowers.

Project participant Bekim (Macedonia): “Participants were very friendly and open-minded and they made this project one of the best I have ever been to. That kind of projects are important for me because you get to know a lot of new people with other culture, mentality, religion and you still end up to build a strong relationship with them despite the differences”, says Bekim.

“Also those kind of projects are important because they are fostering youth social integration, intercultural understanding and a sense of belonging to a community.I hope that those kind of projects will continue and they will help young people to participate actively in society.”

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While having different kind of activities, project participants tried to cover all the issues of “Cultural Tolerance in Multicultural Europe” topic. The main objectives of the project were:

  • To promote intercultural dialogue and mutual understanding between young people living in Europe who belong to different social and cultural backgrounds

  • Respect cultural diversity and combat racism and xenophobia

  • Raise awareness among young people about intercultural dialogue and intercultural diversity

  • Achieve a deeper understanding in the society of people facing discrimination and social exclusion because of their cultural, ethnic and religious differences

  • Promote social acceptance and inclusion of young migrants, asylum seekers living in Europe

  • Encourage participants to actively participate in international projects and use the opportunities of Erasmus + program.

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Project participant Edita (Lithuania): “It was a chance to learn from each other how multicultural countries can be. We’ve represented our countries, discussed similarities and differences. I was amazed to learn about Albanian people in Macedonia and about multicultural Turkey.”

The project would not be possible without the financial support from European Commission.

The accommodation, traveling cost, meals and activities for the project participants were free of charge supported by the host organization through the Erasmus+ grant from European Commission.

If you want to know more about the Erasmus+ project, visit this link.

 

 

Un’esperienza di Scambio Culturale in Lussemburgo sull’imprenditorialità

Un’esperienza di Scambio Culturale sull’imprenditorialità raccontata dalla group leader che ha preso parte al progetto di scambio culturale giovanile BE CREATIVE in Lussemburgo

 

Se dovessi rispondere alla domanda “qual è stata la più bella esperienza della tua vita?” risponderei: “5-13 Dicembre 2016, lo scambio culturale giovanile BE CREATIVE in Lussemburgo”, ovvero quando sono stata selezionata dall’Associazione Iniziativa Democratica come Group Leader e, insieme ad altri 7 giovani,  ho rappresentato l’Italia davanti al gruppo di partecipanti provenienti da Lussemburgo, Polonia, Macedonia e Repubblica Ceca.

 

 

Il tema dello scambio culturale è stato quello dell’imprenditorialità, un argomento molto interessante e molto stimolante per tutti. L’obiettivo del progetto è stato quello di fornire gli strumenti per poter realizzare un vero e proprio business plan, e magari realizzarlo già con contenuti significativi, al fine di essere in grado di lanciare la propria attività imprenditoriale. Accattivante, vero?

 

Durante la mattina del primo giorno abbiamo fatto dei giochi per riconoscere almeno il viso, il nome e il paese di provenienza degli altri. Può sembrare una sciocchezza, ma vi posso garantire che essendo in 33, alla fine dell’esperienza non tutti conoscevano i nomi degli altri partecipanti al completo ma tutti erano in grado di descrivere la persona ed associarla alla cultura e al paese di appartenenza.

 

Oltre a quelli sopra elencati, la giornata è continuata con altri giochi pensati per scoprire le caratteristiche di ognuno partecipanti. Come mai abbiamo dedicato tante ore a conoscere gli altri? La risposta è semplicissima e mi ricorda i tempi dell’università quando uno dei professori, durante un corso, ci disse:

“Guardate intorno a voi. Vedete queste persone? Parlate con loro. Create amicizie. Fate connessioni perché un giorno vi potranno aiutare a trovare un lavoro. I legami creati sono molto importanti. Stanno alla base della vita.”

Beh, più o meno per questo. Stavamo lì, pronti a dare vita ad potenziale business ed ogni persona presente sarebbe potuta diventare un possibile partner.

 

Alle 21:00 del primo giorno abbiamo avuto la serata interculturale dove ogni paese aveva un tavolo assegnato per presentare i prodotti tipici delle proprie regioni. A seguito della degustazione abbiamo avuto tempo di conoscerci ancora meglio e ballare. Ad un certo punto un ragazzo della Macedonia si è avvicinato e ha domandato ad un membro della mia squadra se conosceva la canzone “Andiamo a comandare”. Con vergogna ammetto che non la conoscevo…ma nel momento in cui è stata messa tutti abbiamo cominciato a ballare, proprio come si doveva, quindi è diventata da subito il “tormentone” dell’intera esperienza.

 

 

Nei giorni seguenti abbiamo scoperto come fare un progetto, come essere un buon imprenditore, abbiamo fatto simulazioni, abbiamo intervistato degli imprenditori di successo, abbiamo visitato un centro giovanile in Lussemburgo, il mercatino di Natale, abbiamo formato le squadre per lanciare vari business e abbiamo lavorato al nostro business plan per poi presentarli.

 

La cosa che mi ha stupito di più in positivo è il fatto che gli organizzatori ci incoraggiavano in continuazione a proporre le nostre attività o a fare delle presentazioni per aiutare noi stessi. Inoltre, avendo avuto varie esperienze lavorative nel settore privato, ho notato che creatività e flessibilità vengono spesso abolite, mentre questo ambiente permissivo era adatto allo sviluppo personale di ognuno di noi e i talenti di tutti venivano riconosciuti perché potevamo esprimerli liberamente senza essere giudicati.

 

Ad esempio mi sono sentita apprezzata quando mi hanno chiesto se avessi voluto fare qualche esercizio coi gruppi visto che nel mio curriculum ho come esperienza quella di formatore: così mi sono calata nel ruolo e ho motivato i membri della mia squadra ad essere più aperti e fare presentazioni nel caso in cui avessero avuto qualche idea speciale in mente.

 

 

Quello che è veramente fondamentale negli scambi culturali sono i legami che si formano,  come già detto prima. Conoscere gli altri, le loro esperienze, le loro tradizioni e vedere le differenze e le somiglianze aiuta a conoscere noi stessi meglio e ci apre la mente ed il cuore.

Tutto è possibile: innamorarsi, fare amicizie durevoli nel tempo, trovare futuri partner di affari e ottenere quasi 2500 visualizzazioni sulla pagina Facebook di Iniziativa Democratica con un filmino dove si fa il ballo ignorante riprendendo la canzone “Andiamo a comandare” di Fabio Rovazzi.

 

Questo è stato il mio primo scambio culturale ed è stato un successo. Posso confessare che a livello personale mi ha aiutato tantissimo perché ho fatto parecchie amicizie ed era proprio quello di cui avevo bisogno in questo momento. Ovviamente ho imparato anche come fare un business plan e non sembra più così difficile.

 

Raccomando a tutti i giovani di approfittare di queste opportunità che l’Unione Europea mette  loro a disposizione attraverso le associazioni ed organizzazioni no profit.

Andate a comandare, ragazzi! E se scegliete di partire attraverso i progetti di Iniziativa Democratica, ancora meglio!

 

 

 

“The Happit” Youth Exchange – Dissemination of Results

Tramite l’Associazione Scambieuropei alcuni giovani hanno avuto la possibilità di partecipare allo scambio culturale a Iasi, in Romania. Lo scambio aveva come obiettivo quello di aumentare il livello di consapevolezza dei partecipanti riguardo i problemi ambientali.

“The Happit” youth exchange put together 20 young people from Romania, Italy, Estonia, Poland and was held during the period of 17-25 of October in Iasi Romania. The project aimed to increase the level of wellbeing among young Europeans by applying the principles of building new habits in an environment conducive to healthy behaviors. Our objectives were the internalization of the principles of habit development, followed by creating and practicing a set of healthy habits (nutrition, movement and thought) and improving the quality of professional life among the participants.

 

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The activities that were carried out during the youth exchange were based on experiential learning model and peer learning and regards topics as creating habits- as a tool for increasing wellbeing, healthy lifestyle- the context conducive to personal fulfillment, professional potential of young participants, self-knowledge, acquiring learning skills, proactive approach to the challenges.

Non-formal education methods that ensured learning objectives were workshops, role play, planning and organization, outdoor activities, individual and group reflections.

 

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The impact achieved by the project “HAPPIT” was primarily the awareness of the direct and indirect participants that each is responsible for their own well-being, this responsibility being applicable both in the lifestyle and in creating the desired career paths. Moreover, awareness of the responsibility was accompanied by learning and mastering ways of creating habits, in order to increase the well-being among project participants.

 

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The project was funded through Erasmus+ Programme. Involved organizations: Suportis (Romania), 4Youth (Poland), Seiklejate Vennaskond (Estonia), Scambieuropei (Italy)

Learn more and discover the project results by following the links bellow:

Website: www.thehappit.eu

The Happit Brochure: https://goo.gl/adwojb

Power Point Presentation: https://goo.gl/eGfd6g

Una giornata con Scambieuropei all’insegna della formazione Sve

Partecipa anche tu alla  giornata formativa di Scambieuropei sulla formazione SVE e impara cosa significa diventare un volontario europeo

 

Quando: 24 febbraio 2017

Dove: presso la sede di Scambieuropei, via Lanzarini 11, 40127, Bologna

Destinatari: tutti gli interessati, compresi i volontari sve in partenza e gli sve di ritorno che desiderano condividere la loro esperienza

 

 

Descrizione dell’evento

Il giorno 24 febbraio 2017, presso la Sede di Scambieuropei, si terrà la formazione pre-partenza SVE (Servizio Volontario Europeo), un breve corso di preparazione per chi intenda partecipare a questa esperienza o è in procinto di partire

La formazione, che sarà tenuta dal project manager dell’associazione, illustrerà ai futuri volontari tutto quello che riguarda lo SVE, integrando la spiegazione con una sessione di domande e risposte con i partecipanti. In aggiunta, verranno fornite nozioni generali sui diritti e doveri dei volontari e sugli attori coinvolti in un progetto #SVE

Durante il corso verrà dato spazio alla presentazione personale dei volontari e potenziali volontari, cercando di capire le loro aspettative sui progetti SVE, così da coinvolgere successivamente tutto il team in un lavoro di gruppo.

 

Obiettivo dell’evento

L’evento della formazione pre-partenza SVE nasce con l’obiettivo di creare lo spazio per un momento di riflessione, tanto di gruppo quanto personale, sul significato di un’esperienza di educazione non formale e di volontariato all’estero.

A tal fine i formatori utilizzeranno diverse tecniche di educazione non formale, quale il “Learning by dooking”, come strumento per una riflessione sulle dinamiche di gruppo e sul proprio modo di affrontare lo “stress” dato dal dover cooperare con sconosciuti. Un modello, questo, estremamente semplice, ma che risulta efficace e di immediata comprensione per tutti.

All’esperienza formativa sono invitati i volontari in partenza, i volontari appena rientrati in Italia dopo l’esperienza di servizio volontario europeo e tutti gli interessati

 

Temi trattati

  • Perché diventare volontario europeo
  • Come gestire lo shock culturale
  • Quali sono i diritti e i doveri del volontario
  • Cosa copre l’assicurazione
  • Come vivere in armonia con altri volontari
  • Quali sono le aspettative
  • Chi è il mentor
  • Come funzionano i finanziamenti
  • Che ruolo hanno la sending, la hosting e la coordinating organization
  • e tanto altro ancora

 

 

 

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

 

 

Una Living Library per il progetto “Outdoor for Healthy Life” in Georgia

L’esperienza di Living Library Activity raccontata da Giulia, una della partecipanti al progetto “Outdoor for Healthy Life” in Georgia

Il progetto di training course  “Outdoor For Healthy life” è stato uno scambio, tenutosi dal 25 settembre al 2 ottobre 2016,  ed  impostato sulla promozione degli stili di vita sostenibili, da intendersi come fattori fondamentali non solo per la salute fisica ed ambientale, ma anche psichica di ogni essere umano. A seguire una delle attività svolte durante il progetto

 

We managed to do the Living Library Activity!
We struggled because now we all live in different cities and it was not possible to meet up, but we used Skype and my friends really enjoyed it. So, here is how it went:

 

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We decided to take 15 minutes each to talk about one aspect of our adventure in Georgia.
Claudio was the first and talked about food, the differences from ours, and also related to his particular experience (he’s vegan).

Then I talked about the feeling of living outdoor, in tents and how to cope with things that are normal for us, like bathroom, mirrors, etc.. and about the activities we had the chance to do during the training parts, like learning how to make a fire, cooking, exploring, etc.

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Andrea talked about the place where we were, the city and the villages. He also started to explain how people are, how they behave and what they usually do during their time.
Federico continued talking about how these people then interacted with us (the people from the training course) and finished talking about the people of the group, how we all blend in together and became one big international family.

 

 

 

 

 

 

 

We then dedicated more time for questions and what was added extra was that one girl asked how this course was possible, so we all gave them all the information about the Erasmus+ opportunities (even though they were familiar with most of the things we said, they didn’t know where to look for youth exchanges, training course, etc.. So we basically gave them additional practical information should they want to apply for some exchanges in the future!).

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So this was our experience, I’m deeply sorry it took so long to happen, but logistics were really against us during this month!!

 

 

 

 

 

Un libro di poesie per parlare del progetto sul coaching olistico “Steps on the Wheel”

Un libro di poesie e un opuscolo che raccoglie le metodologie e le attività educative per chi vuole lavorare a contatto con la natura

Questo e tanto altro quello che è nato dallo Scambio culturale in Romania a Cluj Napoca sul coaching olistico

 

 

Dal 10 al 19 luglio si è tenuto l’innovativo progetto Steps on the Wheel, che ha visto insieme 27 giovani provenienti da Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Irlanda, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Inghilterra

 

Il progetto di training course, costruito intorno all’approccio eco-centrico, ha utilizzato la metodologia olistica per formare futuri youth workers.

Attraverso l’utilizzo della metodologia pedagogica olistica, infatti, i formatori hanno cercato di far scoprire ed elaborare i propri vissuti ai partecipanti,  utilizzando vari tipi di linguaggio legati, soprattutto, alla spiritualità e alla natura e  mirando all’inte­grazione della persona, alla ricerca di una unità individuale e collettiva

 

Dal progetto sono state create due utilissime opere

 

A booklet: Tools and Methods for Eco-centric Youth work

Una collezione di attività educative connesse e riferite alla natura ed inserire nel più ampio contesto del lavoro giovanile

Dai uno sguardo a questo interessante ed utile OPUSCOLO 

 

 

A collection of Soul-poems, made by the participants

Vi invitiamo a leggere questa bellissima raccolta di poesia di anime, scritte dai partecipanti del progetto. Un modo semplice ma profondo per accedere ai nostri pensieri più reconditi e potenti e per  lasciarsi sopraffatti dalle rivelazioni della vita
Dai uno sguardo a questo interessante ed utile OPUSCOLO 

 

 

 

Parlando di giustizia riparativa in Belgio con il progetto “Restorative Me”

Dal 9 al 16 ottobre 2016, 5 giovani partecipanti italiani hanno partecipato ad un interessantissimo training course in Belgio sulla giustizia riparativa 

 

 

La giustiziariparativa  è un approccio a considerare il reato principalmente in termini di danno alle persone. Da ciò ne consegue l’obbligo, in capo all’autore, di porre rimedio alle conseguenze lesive della sua condotta. A tal fine, si prospetta un coinvolgimento attivo di vittima, dell’agente e della stessa comunità civile nella ricerca di soluzioni atte a far fronte all’insieme di bisogni scaturiti a seguito del reato

 

Grazie al contributo di  EFRJ, la ONG belga con sede a Lovanio impegnata da lungo tempo nella risoluzione dei conflitti e promozione della pace, il training course ha coinvolto tanti giovani europei in una serie di attività non formali volte a promuovere la costruzione delle pace, il dialogo non violento, la giustizia sociale e i diritti umani.

Attraverso una serie di strategie comunicative e metodologie di lavoro, i partecipanti hanno avuto modo di ampliare le loro conoscenze in merito alle buone pratiche di “giustizia riparativa”

 

Scambieuropei, in qualità di sending italiana del progetto, ha inviato un proprio trainer al progetto per sostenere gli obiettivi e buon funzionamento del training course

Maggiori informazioni inerenti il progetto

Scopri le attività giornaliere e le caratteristiche del progetto, scaricando il REPORT del progetto

 

 

Guarda il video del progetto Restorative M (ovi) E

 

 

 

 

Erasmus Plus: Cosa ho imparato in Lituania

Ecco il bellissimo resoconto scritto da Cosimo in occasione della sua partecipazione al progetto di Scambio culturale in Lituania a tema sport ed inclusione sociale Kick off for social inclusion. Godetevi la lettura!

 

Questo scritto è ripreso dal blog di uno dei 7 partecipanti italiani che, dal 25 settembre al 3 ottobre 2016, hanno preso parte ad un progetto di  training course nato con l’idea di sottolineare il potenziale dello sport come strumento chiave per abbattere le barriere sociali ed affrontare le cause dell’emarginazione e promuovere l’inclusione sociale.

 

 

A few days ago I came back from the Erasmus Plus program organized in Riterio Krantas, Lithuania, a few miles from Trakai, not so far from the capital, Vilnius. This project, called Kick-Off for Social Inclusion, involved a total of forty young adults from six nations (Italy, Spain, Poland, Macedonia, Estonia and Lithuania).

Its main focuses were sports and social inclusion/exclusion. Major European problems, such us alienation and isolation, were at the heart of the debate.

While talking with a project “facilitator” (facilitators are those who conduct the Eramsus Plus activities – editor’s note) we identified that the major Erasmus Plus’ limit in the wrong mindset of a part of the attendees. They usually see this experience merely as a trip rather than an educational opportunity.

Luckily, it didn’t happen in our case, giving extraordinary value to the project.

 

What have we learned, you may ask?

I believe that it’s way too complicated to describe and I am afraid that I could hardly illustrate in detail everything we have done during this week. However, we can list some main points that may spring concrete and nontrivial thoughts.

 

Social inclusion was, indeed, the main theme of the activities. The project focused on respect for other and cultural diversity, without any political, religious, sexual or ethnic differences. What struck our Italian group the most though, was the teaching method. “No-Formal Education”, an approach that we never experienced in our archaic nation and far from the Community development.

 

First of all, they taught us the concept and the importance of time. Everything was organized in
the name of precision and time management. From 9 am to 7 pm, excluding breaks, we worked on attitude towards the acceptance of diversity and respect for others. This meant to give us the right idea of cultural integration, which unfortunately is usually based second-hand knowledge rather than direct experience.

 

We attended several workshops, where we have been in touch with different cultures, have expressed our creativity and have talked about the need of a change of pace when facing everyday difficulties.
We should point out that Erasmus Plus is a European Union funded project, in which everyone can participate, with no economic barriers whatsoever.

 

 

In Italy, however, a project like Erasmus Plus is seen like a “weekly truancy”, that translates
into isolation and marginalization from those who should educate the youth and help the development of future generations. Two examples should help to understand our experience of forty-three boys and girls who are still crying because, after having become like a family, they have to go back to their cruel and hypocrite everyday life.

 

During one project activity, facilitators divided the group (not by nationality) and initiated a discussion about refugees. We have been asked to propose any possible solutions to the migration problem. From that, a majestic debate began: for the first time in my life I saw peers thinking without prejudice and being respectful of others’ opinions.

Everyone gave proof of a probably unknown maturity in Italy (just think about the constitutional reform debate and the hatred between Yes and No
supporters) and in the European Union, guilty of being at the mercy of closed minded people that usually discriminate diversity.

I smiled and cried

 

For a brief moment I brushed among forests, lakes and feelings the idea of the Europe I wanted and am
looking for, the one that I wanted, that I’m looking for right now. Unfortunately, I had to leave this “Europe” but I surely won’t forget the extraordinary people I met and the project that sprung, as I am certain I will find it again. There isn’t just one idea, of course: about refugees, for example, there were several points of view. But in Lithuania I learned that the world doesn’t and won’t work on stereotypes, marginalization, social exclusion linked to occidental prejudices.

 

This second example was far more devastating: a social experiment, with two groups divided in actors and audience. The actors enacted a potentially controversial ritual, where men tried to force women to bow in front of them. We thought for the worst, but we were wrong. Men tried to reach the superiority of the women. They taught what we need to live in harmony: mankind victory over time, respect of diversity, take the problems as a source of solution based on a culture which has roots in various contexts. They taught us to love, to look beyond.

 

This experiment reminded me of the essay of my Legal Sociology teacher Letizia Mancini, entitled “Burqa, Niqab and women rights”. In the essay she talks about the European approach to the Islamic culture and the problems derived from that, which is still an issue. The solutions that come from teacher Mancini and from this project are quite similar: “Mufuliat Fijiabi, a Nigerian journalist activiely involved in the defense of women, is right when she says that burqa is first of all an item of clothing, and should not be banned or limited.

Who should decide which kind of clothes is acceptable or not ffor women? Which standard should regulate these decisions? Emancipation of Muslim women may come from the veil, or its refuse, according to Fadwa El Guindi. The veil may have personal or religious meaning. It could stand for tradition or emancipation. We should clear any paternalistic and misleading thoughts from gender dignity and equality.

 

What we should hope from European institutions is a new mindset that will grant and protect the rights of women who wear burqa. They should have the right to participate and to be listened. They should have economic and social rights, because without them freedom, independence, dignity and integration are merely thoughts that we can discuss forever but don’t really matter”.
My hope is, from words like these, for a change of pace to look forward beyond distances and differences, ut also beyond the stupidity of a prevailing idea only because it has been originated from the “evolved” societies. These thoughts create onlydisasters.

 

The only power is in the diversity and in its acceptance.

 

 

Cosimo Cataleta dal blog “Cronache dei figli cambiati”