“Il mio SVE in Romania”: il racconto di Elisabetta

Elisabetta ci racconta la sua esperienza SVE in Romania, dall’inizio alla fine.

 

E’ stato un attimo. Un pigro pomeriggio d’estate in un paesino quasi abbandonato del Sud Italia, ed io con la voglia di scappare via. Un’amica mi aveva parlato tempo addietro dell’esistenza di questi programmi di volontariato europeo, ma questa informazione il mio subconscio l’aveva messa da parte, in uno dei mille cassetti polverosi e disordinati della mia testa. Ma quel giorno il cassetto si apre, e qualcosa da dentro mi sussurra piano che la possibilità di andare via ce l’ho, si chiama Servizio Volontario Europeo. Apro in fretta il portatile, si, velocemente, perché io mi conosco, o ora o mai più. Faccio qualche ricerca, scarto qualche progetto, qualcuno lo tengo in considerazione, e invio una manciata di curricula. In Germania, in Belgio, in Spagna, Portogallo, e l’ultimo, quasi controvoglia, tanto perché non si sa mai, in Romania. Dopo un paio di giorni mi arriva una mail: sei stata selezionata per il progetto Global Village, siamo felici di accoglierti.. IN ROMANIA! Se qualcuno mi avesse chiesto un mese, o anche una settimana prima, non avrei nemmeno immaginato di rispondere che la mia prima esperienza all’estero l’avrei fatta lì.

Non sapevo perché ma ero eccitatissima. Aspettavo di vedere i miei amici, i miei parenti per comunicare loro la notizia, li volevo vedere in faccia. E’ stato un peccato non aver registrato quei momenti con una videocamera, le espressioni mi esilaravano. C’era chi era spaventato, chi felice, ma tutti, proprio tutti, erano sorpresi: “ma che ci vai a fare in Romania?!”. Il mio stato di eccitazione però non calava.

Inizio a fare qualche ricerca. Un po’ di storia, un po’ di geografia, e mi rendo conto che per me questo era un Paese del tutto sconosciuto. E, come tutte le cose sconosciute, mi spaventava.

Il giorno della partenza si avvicinava. Il biglietto Roma-Craiova era insieme alla montagna di roba che ovviamente mi sono portata dietro. Che succederà quando sarò lì? Sopravviverò? Inutile dire che le mie aspettative erano quasi pari a zero (io volevo andare in Germania!) e questo non avere aspettative ha sancito l’esperienza più inebriante della mia vita. Dal momento in cui sono scesa dall’aereo mi sono sentita una bambina, che piano piano scopre e si stupisce del mondo. Ogni cosa che ho visto in una maniera o nell’altra mi ha fatto spalancare gli occhi.

Il progetto in realtà è partito un po’ a rallentatore, il primo mese in cui ero lì non ho fatto quasi nulla, se non sopravvivere alla esagerata e quasi opprimente ospitalità dei rumeni, e al loro cibo delizioso. Subito ho capito che mi sarei sentita a casa. Da quel che purtroppo si dice, non potevo certo immaginare che fosse un popolo tanto amichevole, che avrei conosciuto persone meravigliose e che anche gli sconosciuti si sarebbero fatti in quattro pur di aiutarmi.

Lo SVE mi ha dato l’opportunità inoltre di conoscere tanti ragazzi da tutta Europa e non solo. E in questo modo gli orizzonti si ampliano. Ho conosciuto tantissime persone che mi rimarranno nel cuore, altre che mi hanno stimolato a guardare al futuro, e altre che mi sono state così simpatiche che spero di non rivedere più. Sono tornata carica di esperienze e di idee nuove, e con un numero imbarazzante di calamite in più sul frigorifero.

Durante il mio servizio ho avuto inoltre l’opportunità di apprendere tante nozioni e di sviluppare diverse competenze che sono sicura mi saranno utili nel futuro: ho insegnato italiano, ho imparato a gestire le attività e ad organizzarle, e ho scoperto di avere un talento con il fai-da- te!

Ovviamente ho stretto amicizia anche con gli altri volontari, e abbiamo cominciato a viaggiare. Il mar Nero, i Carpazi, il Danubio. Le città tedesche, le foreste, i castelli, le chiese e le moschee. La lupa capitolina, immancabile in ogni grande città. E Dracula, ovviamente (lo sapevate che lì è un eroe nazionale?). In sintesi, una mescolanza di culture e di paesaggi mozzafiato, che mi hanno resa felice di aver conosciuto questo Paese.

Devo ammettere che non è stato sempre facile, anzi. E’ stata una sfida giorno dopo giorno, ma una sfida che mi ha fatto crescere. Mi ha fatto mettere alla prova i miei limiti e capire che molti posso superarli. Beh, ancora non ho imparato a volare, ma chissà, forse un giorno…

Elisabetta D’Orlando

Lo SVE in Germania di Gabriele

Gabriele Sabatini, volontario SVE inviato dall’Associazione Scambieuropei presso l’organizzazione tedesca Jugendbüro der VG Ramstein-Miesenbach, ci racconta la sua esperienza tra cultura, viaggi ed emozioni!

Mi chiamo Gabriele Sabatini e vengo da Firenze. Sono giá due mesi che collaboro nello Jugendbüro della federazione dei comuni di Ramstein-Miesenbach.

Sono venuto a conoscenza dello Jugendbüro di Ramstein-Miesenbach non appena alcuni amici dell’Università di Bologna mi hanno comunicato la possibilità di svolgere un anno di lavoro nell’ambito del volontariato europeo. Ho deciso quindi di sfruttare questa opportunità e non posso certo dire che me ne pento, anzi!
La mia abitazione si trova a Miesenbach e alloggio in un appartamento, nella casa della famiglia Fischer. Devo dire che sono stato molto fortunato, perché la famiglia Fischer mi fa sentire a casa, infatti io vengo più precisamente dall’appennino tosco-emiliano, nel mezzo della natura che i Fischer amano, proprio come me. Inoltre ogni settimana ricevo uova fresche delle galline dei Fischer che, quando organizzano delle feste di compleanno o festeggiano eventi come la Pasqua, mi portano sempre una fetta di torta. Non potrei chiedere di meglio.

 

In ufficio si respira sempre un’aria tranquilla e pacifica, Volker Hammel (il direttore) e i miei colleghi sono tutti molto carini, a lavoro e fuori. Dal lavoro traggo molta soddisfazione, perché faccio quello che mi piace, cioè aiuto persone in difficoltà come i rifugiati di guerra, gli immigrati italiani e altre persone che vogliono apprendere la lingua tedesca per potersi integrare nel migliore dei modi. Alla fine di maggio io e Cristina, la mia collega spagnola, siamo andati a Stoccarda per prendere parte a un seminario nell’ambito del volontariato europeo.

Ho anche la fortuna di vivere in una regione meravigliosa come la Rheinland-Pfalz. Nel 2016 ho vissuto e studiato nel capoluogo di questa regione, Mainz (Magonza), una città che mi è rimasta nel cuore e dalla quale ho preso spesso il treno per vistare altre città della Germania. All’inizio di giugno io, Cristina e Volker Hammel abbiamo fatto un tour attraverso la Rheinland-Pfalz fino a raggiungere la Francia e più in particolare la città di Weizenburg; qui abbiamo mangiato le migliori Flammkuchen dall’Alsazia, dell’ottimo gelato artigianale e bevuto un buonissimo Gewürztraminer. Inoltre abbiamo visitato il castello di Hambacher dove ho potuto imparare qualcosa sulla storia tedesca. Con Cristina abbiamo già visitato molte città: Speyer, Trier, Saarbrücken, Freinsheim, Homburg, Straßburg e Frankfurt. Ho fatto anche dei tour con la bicicletta. Quello migliore è stato quello che mi ha portato al castello Lichtenberg, una delle più vecchie rovine presenti in Germania; da sopra al castello la vista è impressionante!

Vivere a Ramstein-Miesenbach rappresenta una possibilità per continuare a visitare le città e le meraviglie naturali che offrono questa regione e, più in generale, la Germania. Naturalmente l’Italia, la mia famiglia e il mio cane (membro di diritto della famiglia!) mi mancano molto, però sono contento della meravigliosa esperienza che sto facendo e sono molto felice di essere qui!

 

What I´ve learned so far: My EVS in Bologna

One warm day of  last August in Madrid – just as hot as these days of June in Bologna-,  you find a new message at your email account. It is the monthly newsletter from the sending organization that sent you in your first short EVS experience two years ago in Bulgaria with the Erasmus + Program. So you decide to take a look.

There´s a really interesting offer of a long term EVS related to audiovisual and media tools in an association in Bologna, Italy, for a period of 10 months. You are so into learning as much as possible at this field, and you don´t feel like keep working anymore in something you don´t love. So you decide to take a chance.

Photo took from me 3 years ago in Bologna from the Asinelli Tower during my Erasmus studies in Siena. (Flickr)

Then, a month and a half later, after sending your CV, doing a skype interview, you think: “What the hell am I doing here?” when you are having an espresso at the very same piazza where you were hanging out three years ago with your ex-flatmates from your Erasmus study in Siena, Tuscany.

The beginnings are not always easy and you can miss your people, but an open-minded city like Bologna offers you a ton of possibilities. People that were totally strangers weeks ago, become suddenly strong friends, and new people to share your culture with, and your vision of life. And to learn how to listen, and also how to cook, even the food from your country!

Cooking a delicious paella.

While you are living in your own, highly improving your level in another language, learning the way an European association works from the inside, using and improving all you´ve learned in the past years working and studying, -journalism, social media, and photography in my case- months turn into weeks, and even the people of the association turns into your family.

 

Taking a break for the bad weather at the end of winter in Bologna.

It feels so good to work with an association like Scambieuropei that develops its actions all around Europe with diverse projects, but also has an useful network in Bologna, in case you are interested to practice some interests and help other associations at a local level. In my case, I got in touch with Oltre association and its social projects, collaborating as a photographer. By collaborating with them I´ve learn a lot, I have helped the community and I also I met incredible people.

Opera theather with migrant people at centro sociale Camera d’aria.

Promotion event of the 11th bis edition of the Festival Internazionalle della Zuppa.

But if all of the new people that I was meeting during my first months of my EVS weren’t enough, it was time for me to participate in the so called “On Arrival Training“, a founded and really useful formation that you have to do at the beginning of your EVS project (with another 60 EVS European volunteers coming from all around Italy.) An opportunity to know your rights as a  volunteer, your duties, and also to make friends and networking. We were able to visit Napoli also!

Some of the fantastic volunteers that I met during my Onarrival Training formation in Nola, Campania.

Panoramic view of Gaiola, beach near Napoli.

In my opinion, the European Voluntary Service means a lot of things: how to work in a team, learn how to be patient, know how to live together, and also learn how to use your money. Realize that in life, the fact of work it´s not only for the money, but also for learning. Also, so far in my EVS I´ve learned how to get excited as a child, make the best of my time and be aware of all my capacities and all my possibilities.

 

Possibilities like developing some interests and skills in other fields that I had before coming here, and some that I discovered during my stay here in Bologna, like the organization of this event at Bologna about the European Voluntary Service.

During this event, I had the chance to perform all the scenes that we were preparing for 6 months. This is another passion that I have discovered this year in Bologna: the theather.

After the recommendation of a friend that lived three years ago here I decided to give a try and it was one of the best decisions that I have never made. Acting has been such and incredible thing to express myself in an artistic way, to meet new friends, practice Italian language and perform a play in an actual theather!

All the loved fellas of the Compagnia Teatrale Notturno Sud.

And while I´m writing these lines, my period in Bologna with the EVS is almost finished. And of course I feel sad, because it´s been an incredible year, but I feel very joyful at the same time. Joyful for all the things that I´ve done, all the people that I´ve met, and all the things that I´ve learned. All of this now is part of me.

As I realized in the mid term, the second formation about the European Voluntary Service that I did some months ago, finishing something could be an end and you could fell blind for a while, but it always means the beginning of something else. And I will see it.

Me trying not to die in a group game of the Mid Term formation in Civitavecchia, Lazio.

 

 

 

Lo SVE speghiato dagli SVE

Mi chiamo Fernando P. Arderius, vengo dalla Spagna e faccio il Servizio Volontariato Europeo per un periodo di 10 mesi a Bologna, a Scambieuropei, dal primo ottobre di 2016 . Sulla base degli obiettivi del nostro progetto SVE long term “E-volunteers 2.0”, cioè social media e promozione dello SVE, ero molto interessato dall’ inizio a provare una maniera diversa e nuova di fare conoscere questa azione del programma Erasmus + della Commissione Europea.

Sempre sono stato curioso nella mia vita per l’organizzazione di eventi, quindi perché non unire questi due desideri? Dopo conoscere tanta gente a Bologna in questi incredibili mesi che ancora non sapevo di cosa tratta il Servizio Volontariato Europeo, finalmente ho trovato questa idea di organizzare un evento per fare conoscere lo SVE tra la gioventù bolognese.

Sempre ho pensato che è meglio imparare divertendosi, per ciò, accanto alle mie amiche -anche volontarie SVE presso l’associazione Younet di Bologna- abbiamo utilizzato la metodologia di educazione non formale come strumento fondamentale dell’evento che Scambieuropei ha organizzato al centro Sociale Il B.U.C.O. il mese di maggio a Bologna.

 

 

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Fotografie: Laia Meseguer e Karla Tinodi

 

 

 

It’s Pysanka time!

Il breve racconto della nostra volontaria SVE Giulia che sta svolgendo il suo servizio in Ucraina, a Sumy.

Easter is approaching in Sumy!

Being a volunteer means a lot. It means giving, sharing, caring.
However, it also means learning! This is why on Monday we had a workshop on how to create beautiful “pysanky”, the Ukrainian Easter eggs. Under the competent supervision of Tanya, we learnt the unique technique of decorating eggs with traditional Ukrainian designs, such as sun, spirals, houses, ostriches and various geometric shapes, by melting wax and dipping the egg into natural dyes.

According to the tradition, pysankas are given to the dear ones as a symbol of love, life and protection. This was totally new and charming for me, definitely worth trying!

The activities continue in Sumy: last Saturday we organised a visit to the Fire Station for the children of Sagacitas, the local organisation that works with refugees from the Donbass.
No need to say how interesting it was for kids (and not only for them): a fireman showed us how the fire truck works and explained all the procedures in case of emergency. The children were amazed! A big thank you to those that made this possible.

On Thursday, the children from my Euroclub learnt the importance of a single currency by simulating a trade system with different currencies and different goods to be traded. They were given an exchange rate and they could purchase and sell the goods (candies) with their mates and getting loans from the Bank (me). Funny and educational, although the rules of economy can be very harsh!

Our intense week continued with preparation activities for the forthcoming events, such as the Earth Day to be held on April 22nd, a conference about different cultures on Wednesday at Sumy State University, language classes and Euroclubs. It might sound like routine, but each week is totally new and unexpected.

As I said at the beginning, volunteering is mostly about giving. However, sometimes you realise you get more than what you give…

 

Giulia Pilia

Lettera aperta di Alice e Valentina – SVE a Cipro

Ciao futuri volontari,

Siamo Alice e Valentina, attualmente volontarie in Nautilos, abbiamo pensato di scrivervi questa
lettera per raccontarvi la nostra esperienza e la realtà cipriota. Iniziamo a raccontarvi di Nautilos e OTI, le due organizzazioni che vi accoglieranno. OTI è un’organizzazione internazionale che principalmente organizza youth exchange a Cipro e a Londra. Sotto OTI ci sono tante altre piccole realtà come Nautilos, lo youth centre dove lavorerete che ospita i volontari.
Al momento non ci sono tante attività organizzate dallo staff locale, ora ogni venerdì c’è l’OTI PREPI, una serata in cui vengono preparati dei dolci e attività diverse ogni serata (festa di carnevale, mostra fotografica, teatro, presentazione dello SVE….).

Lo youth centre è una bellissima realtà, uno spazio con giochi di società, biliardo, calcetto, (purtroppo per il calcetto e il biliardo serve 1€ per giocare). Ha anche una terrazza e un cortile stupendi. Il problema è che è poco conosciuto e poca gente lo frequenta, il che rende le giornate un po’ noiose. Coinvolgere la popolazione cipriota e invogliarli a venire è la sfida più grande di questo SVE.

La principale attività dei volontari SVE è quello di organizzare eventi, nel vostro caso a tematica sportiva e di stili di vita sana. Dovrete occuparvi della parte grafica degli eventi preparando le copertine per gli eventi su facebook, poster e volantini. La sfida è trovare sempre nuove soluzioni per promuoverli, senza ricevere grandi suggerimenti dai coordinatori. Lo staff è a vostra disposizione se avete delle richieste, ma siete lasciati molto liberi, forse anche troppo, di organizzare il vostro tempo e riceverete poche informazioni e compiti specifici da fare.

Nella famiglia OTI ci sono altre realtà a cui voi potete/dovete partecipare. Uno degli impegni è OTI Cafè, una piccola caffetteria all’interno dello youth centre, è aperta quanto è aperto lo youth centre, ma quasi nessuno viene. Voi sarete baristi e camerieri ed avrete la possibilità di imparare la loro strana cultura del caffè preparando frappe, freddo espresso, nescafè.

OTI Radio è un altro dei vostri compiti, una radio digitale il cui studio è nella stessa struttura dello youth centre. Settimanalmente avrete il vostro radio show, in coppia, parlando di una tematica a vostra scelta e mettendo musica.  Per alcuni è uno dei momenti più divertenti della settimana (per altri assolutamente terribile) e avrete tempo tra uno show e l’altro di preparare il topic di cui parlare facendo ricerche su internet. È anche possibile invitare degli ospiti, sempre discutendone coi responsabili locali.

Se vi piace andare in bici ogni martedì sera potete partecipare al Nautilos Cycling Club, giri in bici di difficoltà crescente nei dintorni dello Youth centre. È un modo per scoprire la città in una maniera
diversa, conoscere gente, anche se non ci sono tanti giovani che partecipano, e stare all’aria aperta.
Una volta al mese OTI Hiking Club organizza di domenica una gita in montagna, potete partecipare e se hanno bisogno chiedono di collaborare come security team.

Ci sono alcune sfide in questo progetto:

  • Coinvolgere la comunità locale. È molto difficile, non sono molto interessati in altro che sia andare nei caffè a chiacchierare con gli amici o passare il tempo sul cellulare
  •  Trovare delle attività da proporre e dei modi per promuoverle. Trovare un’attività a settimana, ogni volta diversa, da svolgere non è semplicissimo e in questo processo siete poco aiutati e supportati dallo staff locale, oserei dire quasi per nulla. Dovete usare molto il vostro spirito di iniziativa e lavorare in gruppo, sperando di trovare un buon team di altri volontari.
  • Il rapporto con l’organizzazione. Per quanto siano disponibili, specie se da parte dei volontari c’è voglia di fare, hanno una modalità di lavoro a nostro parere un po’ limitata. Sono un po’ restii alle novità e spesso bisogna insistere e chiedere di continuo per ottenere, dopo del tempo, una risposta affermativa. Ed ogni tanto riceverete dei no senza reali motivazioni.
  • Occupare il tempo a lavoro. Attualmente noi lavoriamo 35 ore a settimana, 5 giorni a settimana. La giornata lavorativa è di 9 ore, con due di pausa. Si lavora anche il Sabato, non tutte le settimane e non tutti insieme. Questo però significa che quando si ha il turno di Sabato si avrà un giorno libero infrasettimanale. Le attività che dovete svolgere difficilmente vi occupano tutte e 35 le ore che siete a lavoro e spesso non si ha nulla da fare. È un po’ una sfida trovare qualcosa da fare ed è tutto frutto della vostra iniziativa.

A parte il progetto, c’è la vita a Cipro e voi avrete la fortuna (?) di viverla d’estate. Il costo della vita è molto simile a quello italiano. Per farvi un esempio 5€ una birra presa fuori, se fumate considerate gli stessi prezzi italiani, se non un pochino più alti. La casa e lo youth centre non sono esattamente a Nicosia, ma a Strovolos, un comune limitrofo. Avrete le bici per muovervi, ma tenete presente che per tornare a casa dal centro è tutta in salita anche se sono circa 3km.

Nicosia, nonostante sia la capitale, è una città piccola, ma offre esperienze per tutti i gusti (e tutte le tasche). Conoscere e interagire con i ciprioti non è facilissimo, ma la città è piena anche di studenti e giovani internazionali con cui è più semplice entrare in rapporto. D’estate è sicuramente più viva che d’inverno, ma preparatevi a temperature torride specie a Luglio e Agosto.

Larnaca, Limassol e Paphos sono le altre città, tutte offrono qualcosa di interessante, ma sono realtà molto piccole. Da un punto di vista naturalistico le spiagge e le montagne di Troodos sono molte belle da scoprire e vivere. I mezzi di trasporto pubblici sono terribili, motivo per cui tutti i ciprioti vivono dentro le loro auto, quando non sono nei caffè. Se riuscite a stringere amicizia con un locale dotato di auto siete a posto, altrimenti tra bus, autostop, gite organizzate, bici, piedi (o macchine affittate) si vive benissimo ugualmente.

Cipro è anche Cipro nord, o la parte occupata come la chiamano la maggior parte dei ciprioti greci. Per la nostra organizzazione noi non siamo autorizzati a varcare il confine, sono mentalmente molto chiusi a riguardo. Scoprirete che siamo gli unici volontari ad avere questo divieto tassativo e anche l’agenzia nazionale non vieta ciò. Ufficiosamente però tutti i volontari hanno visitato l’altra parte, almeno di Nicosia. È completamente un altro mondo, sia le città, sia naturalisticamente parlando. Dopo questa lunghissima lettera, il consiglio è di godervi quanto più possibile l’esperienza umana che lo SVE offre.

Alice e Valentina

Il mio #SVE in un tweet. Rocco Paolillo ci racconta il suo volontariato presso lo Slovak Youth Council di Bratislava

Rocco Paolillo, ex SVE di Scambieuropei presso lo Slovak Youth Council di Bratislava, Slovacchia, ci racconta la sua esperienza di volontariato

 

 

Twitter è stato il mezzo con cui ho raccontato il mio #ServizioVolontarioEuropeo, e gli #hashtag che ho più citato non possono che essere quelli più rappresentativi della mia esperienza! Eccone alcuni:

 

#sve #evs

Avevo sempre voluto partecipare ad uno #sve o in Inglese #EuropeanVoluntaryService (#evs), considerandolo come la possibilità di partecipare ad altri programmi europei come l’Erasmus e fare qualcosa di costruttivo ed in prima linea che potesse avere un impatto immediato e concreto sulla società.

In definitiva, vedevo nello #sve un’opportunità di crescita sia personale che professionale, ma dovendomi confrontare con il mercato del lavoro, data la mia età, l’aspetto professionale aveva sempre prevalso. Perciò quando l’opportunità di uno #sve presso lo Youth Council Slovacco di Bratislava si è presentata, e trovandomi alla ricerca di un impiego in quel periodo, ho subito mandato la mia candidatura convinto che fosse il progetto giusto per me ed in linea con il mio profilo.

 

 

Dopo la soddisfazione di essere stato selezionato, ciò che mi ha convinto subito del fatto che lo #sve sarebbe stato una grande esperienza è stata la rete di supporto che ho ricevuto, prima fra tutti la mia #mentor Alex, che è stata la prima ad accogliermi a #Bratislava e a rendere quei sei mesi unici, così come i miei #coinquilini Óscar, Özkan, David e Tamara, con cui nessun momento è mai stato noioso, nonché Tatiana di Mladiinfo Slovensko, la mia coordinating organization.

 

#Bratislava #Slovakia

Così mi sono ritrovato in #Slovacchia, un Paese di cui ammetto non conoscevo molto, e che è stato una scoperta come la stessa #Bratislava. La città è piccola ma dinamica e la vita semplice ma intensa. Ricordo le corse nella foresta vicino casa e i boccali di birra con amici e ospiti improvvisati, senza dimenticare i #Bryndzové_Halušky, il piatto tipico slovacco per eccellenza.

A parte ciò, la Slovacchia è stata una scoperta per la sua storia politica. Ammetto quanto poco sapessi del passato del suo regime comunista, di cosa fosse la vita degli Slovacchi in quel periodo e di come cambiò a seguito della Rivoluzione di Velluto.

 

Questo, insieme alle conversazioni con altri #volontari e coinquilini da fuori Europa mi ha confermato quanto poco possiamo realmente conoscere di ciò che ci accade intorno e quanto le fonti dell’informazione come media e libri non debbano mai essere considerati come unica verità, per esercitare una ricerca critica quali membri riflessivi del nostro tempo e del nostro mondo.

Inoltre, la Slovacchia è un Paese dalle marcate contraddizioni e forti differenze interne, malgrado grandi potenzialità date in primo luogo dalla sua posizione geografica, cosa che mi ha fatto vedere anche con altro spirito critico e non necessariamente negativo la condizione dell’Italia.

 

#youthpolicies #youthconf

Le politiche giovanili sono state il fulcro del mio #sve. Ho avuto la fortuna di vivere in prima persona come una NGO lavora, e conoscere meglio dall’interno quale sia il processo delle politiche giovanili europee.

Ho dato il mio contributo svolgendo ricerca, la mia passione, scrivendo reports e fornendo informazioni e spunti metodologici per i progetti del mio team, primo fra tutti lo #Structured_Dialogue, un progetto dell’Unione Europea volto a connettere giovani e policymakers per sviluppare politiche giovanili efficaci.

Ciò si è concluso con l’European Youth Conference (#youthconf) a #Košice nell’Est della Slovacchia, dove ho curato i social media e condotto delle interviste.

 

 

Lo #sve mi ha fatto conoscere un mondo di attivismo sociale e volontariato, di cui spero di continuare a far parte, e sono sicuro che questa esperienza sarà un valore aggiunto nel mio lavoro futuro.

 

#MulticulturalDiary

Ho avuto la fortuna di far parte di un grande team presso lo Slovak Youth Council, devoto al proprio lavoro come mezzo di cambiamento sociale e che mi ha permesso di lavorare con creatività ed iniziativa, pur guidandomi ed insegnandomi molto. Prova di ciò è stato il seminario che abbiamo condotto a #Turany, nel Nord della Slovacchia e dove ho presentato il mio progetto personale del #Multicultural_Diary elaborato sulla base del mio background in psicologia.

 

Basandosi sulla formazione continua, si tratta di un diario che si propone di aiutare gli operatori sociali in contesti multiculturali a prendere coscienza delle proprie barriere culturali, così da poter garantire il meglio nei propri servizi e lo sviluppo della tolleranza e dell’inclusione sociale.

Oltre le mie stesse aspettative, il mio progetto ha avuto molto successo tra gli altri volontari all’#arraival_training, per i quali spero sia uno strumento di riflessione durante il loro #sve così come gettare le basi per future opportunità di ricerca.

 

#Europe

Quest’ennesima opportunità offerta dell’#EU mi ha confermato le possibilità e le risorse concrete di formazione che essa ci offre. Inoltre, parlando con altri volontari provenienti da fuori il contesto dell’Unione Europea, come i Balcani e l’Est Europeo, con esperienze di guerra e tensioni interne non ancora assopite, ho potuto riconoscere il processo di pace che l’Europa rappresenta per noi e quanto dovremmo essere grati di ciò.

 

Ho sempre sostenuto il motto dell’EU “united in diversity” e lo #sve non solo mi ha confermato ciò tramite l’esperienza quotidiana di una comunità internazionale, ma anche attraverso esperienze formative di riflessione come l’#arraival_training.

 

Tuttavia, e ancor meglio, l’aver conosciuto partecipanti #sve provenienti da Paesi extraeuropei mi ha mostrato come lo spirito di tolleranza e comunità ci debba accomunare quali esseri umani prima ancora che come Europei.

 

 

#evs20

Ho avuto una grande fortuna: quella che il mio #sve coincidesse con i festeggiamenti dei suoi 20 anni targato #evs20! Ho partecipato a varie iniziative sia della mia sending organization @Scambieuropei che dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, e ho potuto sentirmi parte di un concreto progetto comune.

L’evento centrale e più bello è stato #PartyconSve, organizzato in maniera spettacolare dall’Agenzia Nazionale Giovani. Durante i giorni precedenti abbiamo partecipato a dei corsi che ci hanno aiutato a divenire più consapevoli del nostro percorso e dell’esperienza fatta, ed abbiamo preparato degli sketches che abbiamo presentato al #Maxxi di Roma, dove abbiamo avuto il piacere di conoscere Sofia Corradi, la #mamma_Erasmus cui abbiamo affettuosamente aggiunto l’appellativo di #nonna_SVE.

 

Ciò che rimarrà di questo evento è l’incontro con altri volontari con cui condividere le nostre esperienze, aspettative ed idee in un contesto di festa e comunità.

 

Guardandomi indietro, posso dire che il mio #sve è stato una grande #esperienza sia personale che professionale, e questo prima di tutto per via della #comunità di persone fantastiche che ho conosciuto ed a cui posso solo dire #Ďakujem, ossia #Grazie!

 

Guarda i tweet di Rocco Paolillo

 

Testo di:  Rocco Paolillo

 

 

 

 

SVE in Romania “Links to education”. I volontari Scambieuropei si raccontano

In questo articolo vi mostriamo un breve resoconto dell’esperienza EVS svolta dai nostri volontari EVS impegnati nel progetto “Links to education” a Timisoara, in Romania

 

I’m watching Făgăraș mountains from my window, inside the train that connects Bucharest with Budapest. Destination Timisoara (actually Arad and then Timisoara) this time; starting point Brasov (a guy in the station told me that is one of the oldest cities in Romania, I want to believe him), less than 200 km from Bucharest. Why Brasov? Midterm evalutaion meeting.

 

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My first Romanian trip by train was for On arrival training, in April: Timisoara – Sibiu, six hours by train, longest train of my life (I mean the duration of the journey), and I thought I would die: I love trains, you have time to think, to listen music and watch outside, discovering landscapes never seen, but six hours! In six hours I can watch “Spartacus” and “2001: a space odissey” (both), I can listen more or less one hundred and twenty songs, I can watch one or two seasons of my favourite TV series..in short, is a lot of time. Brasov – Arad is eight hours, that’s why now the other trip (Sibiu-Timisoara) seems so short, but actually is not so bad, Transilvania is beautiful and at least the train has the electric socket for the laptop.

Anyway, a girl asked me something before, in Romanian of course because in my face there is not written “I’m italian” (yet), and I understood everything. “Oh my God!” I thought, maybe the Romanian lessons are working or maybe is because I’m from Italy, who knows.

 

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Coming back at Midterm evalution, I passed four nice days, of course On arrival is On arrival, but I spent good times with nice volunteers, talking about our projects, our common problems, our ideas for the future and at least now I know where Georgia is (thanks Georgian volunteers from Arad!).

Anyway, our approach have been totally different respect the On arrival meeting: a bit less motivation, a bit less happiness and desire to discover each other, but more depth and why not a bit more maturity in our conversations.

 

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I’m exactly in the middle, the Midterm evaluation split the project in two equal parts, now is waiting for me the second part, the last four months, the dark (or light?) side of the moon. Just I know that the time is flying and I’m really starting to think at my “collegues” as real friends, people that I know only from four months, but it happens when you have to share a flat, a job, and some good night with someone, even if from other countries, even if sometimes I can’t tolerate them at all; because also this is EVS.

But let’s try not to be so sentimental, another train is waiting for me.

 

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Nicola Cauli dal blog Zoomin Up.Blog

Guarda la pagina fb dell’associazione

 

 

 

 

#EVS20: Un’esperienza che vale una vita

Scopri insieme a noi questo bellissimo blog sul volontariato #SVE20 di Monia, volotaria evs, partita con Scambieuropei per il progetto Eurosapiens Sibi in Serbia, un progetto di 9 mesi dove i volontari europei hanno cercato di  incrementare la partecipazione attiva dei giovani nella loro comunità locale, attraverso un lavoro che si basa principalmente sull’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione.

 

Ecco un estratto del blog

 

After EVS: new friends, new skills and new destinations

Queste maschere sono la perfetta rappresentazione dello stato d’animo che mi ha accompagnato negli ultimi giorni del mio progetto SVE in Serbia: felicità e tristezza. Da una parte ero felicissima di ritornare a casa; famiglia, amici e (devo ammetterlo) caffè e pizza mi erano proprio mancati! Dall’altra parte è stata veramente dura dover salutare tutte le persone che mi sono state vicine durante quei 9 mesi. Sapevo già che mi sarebbero mancate moltissimo ma, allo stesso tempo, ero convinta che prima o poi avrei avuto l’opportunità di rivederle.
Una volta tornata in Italia ho notato come il paese che mi aveva ospitato per così tanto tempo abbia esercitato una certa influenza su di me. Rispondere “da” o “ne” invece di “si” o “no” era già un segnale, ma la cosa più sconvolgente è stato accorgermi di bere il caffè molto lentamente invece di finirlo tutto d’un sorso…per un italiana come me sorseggiare il caffè per più di 10 minuti è qualcosa di inconcepibile!
D’altro canto mi sono accorta di come anche la mia presenza abbia lasciato qualcosa alle persone che ho incontrato; l’ho potuto notare non solo dal fatto che molte persone continuano a farsi sentire, ma anche dal fatto che i miei ex-studenti del workshop d’italiano mi scrivano messaggi in un italiano perfetto! È scontato dire che sono molto orgogliosa di loro!

 

 

Dopo progetti SVE così lunghi capita molto spesso di sentirsi un po’ svuotati in quanto le esperienze vissute in quei mesi sono così tante che una volta tornati sembra di non avere più nulla da fare. Purtroppo o per fortuna a me non è capitato. Non ho avuto il tempo di rendermi conto di essere tornata in Italia che mi sono dovuta preparare per una nuova meta. Dopo quasi tre settimane dal mio rientro ho preparato i bagagli per il Giappone da dove visto scrivendo. Inutile dire che qui le cose sono molto diverse, sia dall’Italia che dalla Serbia, ma il cambiamento non è mai stato qualcosa che mi ha spaventato, è l’immobilità che mi terrorizza.
Come mai sono finita in Giappone? Fino a metà dicembre sarò a Kobe e farò parte dello student support team presso Ashinaga, una ONG giapponese che offre sostegno economico, educativo ed emotivo a bambini e ragazzi rimasti orfani. Il mio compito è proprio quello di fornire un aiuto ai ragazzi ospitati dall’organizzazione. Organizzare eventi, impartire lezioni di lingua, fornire un supporto nella ricerca di nuove opportunità all’estero…questi sono solo alcuni dei compiti da me svolti. È incredibile pensare a come nel giro di un mese sia passata dall’avere un tutor all’essere un tutor.

Sono estremamente convinta che svolgere il progetto SVE in Serbia sia stata un’ottima scelta. Non solo ho potuto conoscere delle persone fantastiche, ma ho anche avuto la possibilità di mettermi in gioco e imparare moltissime cose. Sono sicura che le competenze che ho sviluppato durante l’esperienza in Serbia mi siano servite per arrivare qui in Giappone.

 


Non dimenticherò mai la fantastica opportunità che Somborski edukativni centar mi ha concesso nel diventare parte attiva dell’organizzazione per 9 mesi. Sono stata fortunata a incontrare delle persone così gentili e disponibili. Spero di ritornare in futuro e vedere questa organizzazione piena di volontari, sia serbi che internazionali, impegnati in tanti nuovi progetti a favore della comunità. Non mi resta altro che augurarvi un grande in bocca al lupo!!!+

 

Leggi la versione in inglese dell’articolo e scopri gli altri interessanti post su: EVS: A life experience