Agenzia Giovani in Emilia Romagna per inaugurare i 5 presidi dell’Agenzia Nazionale per i Giovani attraverso le radio

Giovedì 3 e venerdì 4 ottobre la visita alle radio locali che saranno punto di riferimento per i giovani: «Sarà un presidio dell’Agenzia sul territorio. La partecipazione giovanile, anche attraverso questo strumento, può avere un impatto sul cambiamento sociale. Noi ci crediamo!»

Diminuire la distanza tra le istituzioni centrali ed il territorio. Informare e ascoltare i giovani. Favorire partecipazione ed inclusione. Punto di riferimento per i giovani che vogliono avvicinarsi alle opportunità dei Programmi Europei. Questi gli obiettivi cardine del primo network radiofonico digitale istituzionale “ANG inRadio”, presente in gran parte del territorio nazionale, realizzato grazie al finanziamento dall’Agenzia Nazionale per i Giovani – l’ente vigilato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla Commissione Europea, che si occupa per l’Italia dei programmi europei rivolti ai giovani – nell’ambito del Fondo Nazionale Politiche Giovanili.

«Sarà un presidio dell’Agenzia sul territorio. La partecipazione giovanile, anche attraverso la radio, può avere un impatto sul cambiamento sociale. Noi ci crediamo!» così Domenico De Maio, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, che giovedì 3 e venerdì 4 ottobre sarà a Bologna e Bagnacavallo per inaugurare le 5 stazioni digitali presenti in l’Emilia Romagna.

Ad aggiudicarsi il bando sono state l’associazione Meltin’Bo che ha aperto la sua stazione all’interno del Bar di fronte l’Università di Bologna, la cooperativa Villaggio del fanciullo a San Donato un luogo di aggregazione giovanile all’interno del quale hanno realizzato una sala di registrazione grazie al finanziamento, l’associazione Scambieuropei molto attiva nell’ambito del Programma Erasmus+, l’associazione Zoo Palco in uno spazio in disuso ristrutturato e riqualificato da loro e l’associazione Sonora Social Club a Bagnocavallo. Queste realtà coinvolgeranno direttamente 114 ragazzi e puntano a raggiungere 15mila loro coetanei, coinvolgerli e influenzarli sulle tematiche del cambiamento sociale, dell’inclusione, della dispersione scolastica e della partecipazione attiva.

La rete, che si sviluppa in 44 punti presenti in 13 Regioni. «I protagonisti saranno proprio i ragazzi che ospiteranno nelle loro trasmissione esperti del mondo della cultura, dell’informazione, del lavoro e della società e della politica. Un modo per promuovere il protagonismo giovanile, di realizzare “spazi” e “luoghi” di incontro delle nuove generazioni, promuovere networking ed occasioni concrete per fare rete con altre realtà locali per sviluppare creatività, promuovere il talento e favorire innovazione e nuove progettualità rivolte al territorio. Un presidio dell’Agenzia.

Giovani a livello territoriale. Una radio libera, senza censura, dove i ragazzi potranno raccontarsi,
confrontarsi, crescere» commenta De Maio. “La nostra presenza nei territori testimonia il grande
lavoro che l’Agenzia sta portando avanti di vicinanza ai giovani, supporto e presenza costante
come punto di riferimento per le nuove generazioni con le quali vogliamo costruire un forte
percorso di partecipazione attiva. La radio infatti è solo un pretesto, uno strumento, per essere
presenti sui territori e favorire quindi l’accesso alle opportunità gestite dall’Agenzia Nazionale per i
Giovani”.

Proprio per questo la visita sarà anche una occasione per incontrare altre attive nei programmi Erasmus+ e Esc (Corpo Europeo di Solidarietà) come nell’Associazione YouNet, che ha sede in un hub che coinvolge più associazioni del territorio, dove attualmente collabora Milena, una volontaria europea polacca che è a Bologna da gennaio di quest’anno. Inoltre, il direttore sarà, il 4 ottobre, a Faenza per intervenire al festival della musica emergente MEI – Meeting degli Indipendenti, insieme a Radio Sonora e Arca del Blues che porteranno testimonianze del loro lavoro con ANG inRadio e dei progetti in ambito musicale con il programma Erasmus+. Sempre a Faenza l’Agenzia incontrerà un’altra associazione attiva nei programmi Europei, S.E.M.I. che sta realizzando un progetto di volontariato nell’ambito del Corpo Europeo di Solidarietà “Solidarity Youth” e sarà presente all’iniziativa del MEI con i 4 volontari europei che stanno partecipando alle attività.

È possibile ascoltare ANG inRadio tramite app scaricabile gratuitamente su store IOS o Androis o
tramite il sito www.agenziagiovani.it.

 

Quartiere in Rete: si muove qualcosa nel Giardino Parker-Lennon di Bologna!

Quartiere in rete” è stato un progetto implementato dall’Associazione Scambieuropei in collaborazione con il Comune di Bologna – Quartiere San Donato – San Vitale che ha voluto favorire processi di aggregazione e di rete tra i cittadini all’interno del quartiere di San Donato, attraverso attività dinamiche e interattive che sono state tenute dall’associazione Scambieuropei.

Nelle giornate del 24 e 25 luglio, presso il Giardino Parker Lennon a Bologna, i cittadini hanno potuto partecipare alle attività che hanno coinvolto anche dei ragazzi provenienti da paesi e contesti differenti, come ad esempio migranti o ragazzi europei in visita.

Il progetto ha raggiunto gli obiettivi sopra espressi attraverso delle attività basate sull’educazione non formale che hanno mirato a creare il senso di gruppo, permettendo ai cittadini di conoscersi a vicenda e a condividere momenti di integrazione attraverso la cooperazione di gruppo per superare sfide positive in chiave inclusiva e non competitiva. Altro obiettivo connesso all’aggregazione è stato quello di sviluppare un senso civico, sociale e di partecipazione tra i cittadini.

Le attività in questione che hanno suscitato l’interesse degli abitanti e dei ragazzi sono l’Escape Room e il Calcio balilla Umano.

Durante la giornata del 23 luglio i partecipanti sono stati invitati a risolvere una Escape Room a tema diritti umani. In una parte del parco sono state allestite diverse “camere” con all’interno enigmi, indovinelli, sudoku e rompicapi, sfide fisiche, incentrati per l’appunto sul tema dei diritti umani, che i ragazzi sono riusciti a risolvere attraverso un ottimo lavoro di squadra sia mentale che fisico.

L’obiettivo è stato quello di creare una forte coesione di gruppo che ha permesso di superare le diverse sfide che gli sono state proposte e infine, fornire conoscenze su tematiche di attualità, sensibilizzandoli su determinati argomenti e favorendo la partecipazione collettiva.

Il 25 si è svolto il Calcio Balilla Umano che ha previsto la formazione di due squadre che dovevano simulare un calcio balilla tenendosi per mano con l’obiettivo di segnare nella porta avversaria Anche quest’attività ha avuto come obiettivo quello di incrementare la coesione di gruppo attraverso il contatto fisico diretto e lo sport.

Attraverso le due attività, quindi, si è cercato di valorizzare il senso del gruppo come valore aggiunto, non solo per la comunità, ma anche per la singola persona. I partecipanti hanno potuto quindi comprendere come la collaborazione e l’apertura siano fattori fondamentali per crescere e supportare gli altri e di come all’interno quartiere sia possibile creare degli spazi di condivisione, anche tra persone con diversi background, che porti all’inclusione e alla coesione.

“Ama e cambia il mondo” – Lo SVE di Silvia

Silvia è andata in Turchia presso l’organizzazione Egitim Programlari ve Evrensel ve Kültürel Aktiviteler Dernegi – EPEKA. Ci lascia il suo racconto in un fantastico articolo.

 

La frase “Ama e cambia il mondo” tratta dello spettacolo musicale francese di Gérard Presgurvic ispirato a una delle opere più famose di William Shakespeare esprime chiaramente la ragione per cui viaggio. Sognare di migliorare il mondo e lottare affinché ciò si avveri è lo scopo che mi spinge verso la meta. Fisso un obiettivo e lo perseguo, dovessi andare fino in capo al mondo per raggiungerlo. Questa volta mi sono spinta poco fuori dai confini dell’UE, fino in Turchia.

Perché proprio lì? In realtà è stata la Turchia a scegliere me. Cercavo un progetto artistico da sviluppare insieme a persone con disabilità, per studiare in che modalità l’arte può essere d’aiuto per agevolare la loro inclusione sociale, superare le barriere, sviluppare nuove capacità e sviluppare le loro abilità cognitivo-manuali, ove possibile. Setacciando il mondo in lungo e in largo tramite il web è emerso il nome di Epeka, un’associazione che opera a Sinop, piccola località turca affacciata sul Mar Nero. Dopo essermi documentata sul progetto che Epeka proponeva e un’attenta valutazione dei pro e i contro, ho concluso che nessuna barriera, sia linguistica, geografica o politica, mi avrebbero dissuaso dal raggiungimento del mio obiettivo. La Turchia mi stava dando la possibilità di realizzare ciò che avevo in mente e io ho colto l’occasione al volo. Ho aderito al progetto “Come as you are” – titolo persuasivo-, un EVS short term di 2 mesi siglato Erasmus Plus, proposto da Epeka in collaborazione con l’associzione Scambieuropei, rivolto a giovani fino ai 30 anni.

Fiore all’occhiello della Turchia, per bellezze paesaggistiche e culturali, Sinop è stata la mia casa per 2 mesi e continua ad esserlo tutt’oggi nel cuore e nella testa. Non c’è stato giorno in cui non avessi voglia di
camminare in riva al mare o nella strade del centro, fra palme e luci, pescherecci e scogli, musica e odori
turchi. Sinop è un fermento di tutte queste cose, è una città vivace e dinamica capace di dare nuovi stimoli a tutti coloro che sanno coglierli. Quest’anno Sinop è stata protagonista nell’ambito artistico locale con Sinopale, biennale d’arte internazionale che riesce a coinvolgere diverse personalità del settore per lavorare in sinergia con la popolazione locale.

Durante la mia esperienza non sono mancane le gite fuoriporta, nella campagna circostante e nelle
principali città vicine. Con i membri di Epeka e nuovi amici conosciuti in loco, ho trascorso piacevoli
soggiorni nelle affascinanti città turche di Samsun, Ankara e Istanbul. Mete d’obbligo per chiunque voglia conoscere la Turchia, queste ultime due restituiscono al visitatore un quadro completo della condizione turca, sotto ogni aspetto.

Situata nell’Anatolia centrale, Ankara è capitale e città più popolosa della Turchia dopo Istanbul. Sede delle parlamento turco, del governo e delle rappresentanze diplomatiche straniere, ha un aspetto moderno e frenetico. Come in qualsiasi altra grande capitale, in Ankara il visitatore può avere la sensazione di essere al centro del mondo. Le tappe principali sono state il Castello di Ankara seguito da una visita alla città vecchia, e l’Anıtkabir, il mausoleo di Mustafa Kemal Atatürk.

Diversa invece la sensazione che lascia Istanbul: cuore pulsante dell’industria, della finanza e della cultura turca, nonché principale attrazione turistica, è una megalopoli portuale situata nella parte nord-ovest del paese ed è attraversata dalle acque del Bosforo che divide la parte europea (Tracia) da quella asiatica (Anatolia). Qual è la parte migliore? Naturalmente la risposta è strettamente soggettiva. Tutt’oggi io non so decidermi perché hanno entrambe molte cose, tutte molte singolari.

Tirando le somme alla fine dell’esperienza, la Turchia mi ha nutrito sotto diverse aspetti: culturalmente, soggettivamente, artisticamente e, perché no, anche fisicamente, visto che si mangia da Dio. Pardon, da Allah, perché non bisogna dimenticare di essere in un contesto socio-culturale prevalentemente islamico, eppur molto occidentalizzato.

Sono tornata a casa a mani piene, soddisfatta di me stessa e del lavoro svolto, conclusosi con risultati
positivi nella vita delle persone coinvolte, compresa la mia. Posso concludere affermando che la Turchia e io ci siamo arricchite a vicenda, divenendo ottime partner l’una per l’altra.

Silvia Calvi

About the Living library in Ukraine on 21st of February. An EVS Story

Intercultural communication and tolerance were the leading themes of this fourth Living Library – since the new group of volunteers from Europe set foot here in Sumy.

 

Not only Europe nevertheless, but another two continents with their own representatives showed up this time: Africa and Asia. And it seemed that this new breathe of “exotism” was totally appreciated by the auditors who joined enthusiastically the library and knew that they could reach through the only artifice of imagination far-flung places already met during their “literary or cinematographical escapades”.

 

Each member of the eight countries involved had a different story to tell and sparked different reactions and questions from the audience:

 

  • “why did you leave your homeland for Ukraine?”;
  • “how do Ukrainian people treat foreigners?”;
  • “what are the main differences between Ukraine and your native country?” –

 

just some examples of what we were all asked throughout the two rounds of speeches. In some cases it was more important to know how were our lives here and what kind of activities we were moving forward within the framework of “volunteering” (me, Robin and Romain); otherwise, Africa was probably the continent that inspired the most amount of curiosity among the local people.

 

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A Nigerian writer, Chinua Achebe, in a lecture delivered in 1975 defined Joseph Conrad – Ukrainian-Pole naturalized English – an “unadulterated racist”. Achebe stated that “Heart of Darkness projects the image of Africa as the ‘other world’, the antithesis of Europe and therefore of civilisation, a place where man’s vaunted intelligence and refinement are finally mocked by triumphant bestiality”.

 

It is widely recognized indeed that European prejudices against Africa have always been present in the last two centuries. But Saturday afternoon the will to overcome stereotypes and to get acquainted with a new culture was very strong. And any book, any story had a message, a purpose at least.

 

 

 

Riccardo Bravi

Evs volunteer in Ukraine