Danimarca ed educazione: l’Efterskole

Carolina, la nostra volontaria SVE in Danimarca, descrive la scuola presso cui sta svolgendo il suo progetto. L’istruzione danese vista da un punto di vista diverso!

Se si svolge uno SVE in Danimarca, può capitare di ritrovarsi a lavorare in una scuola come aiuto insegnante o membro dello staff “jolly”, per dare una mano dove serve e quando serve. Una cosa che un volontario italiano nota subito è che il sistema scolastico Danese è molto, molto diverso dal nostro. Vi spiegherò perché.

La scuola dell’obbligo dura fino ai 16 anni, come da noi, ma, invece di essere suddivisa in tre diversi cicli fino al conseguimento del diploma – elementari, medie e superiori –, consiste in un’unica scuola che va dalla prima alla decima classe (dai 6 ai 16 anni), per poi dare accesso al liceo o a scuole professionali, che durano altri tre anni. I diplomati dal liceo hanno tra i 19 e i 21 anni, in quanto è normale anche prendersi un po’ di tempo dopo la scuola prima di cominciare il liceo. È altrettanto popolare viaggiare o iniziare a lavorare subito dopo il liceo e posticipare di uno o due anni l’inizio dell’università.

Ma al di là delle differenze nelle tempistiche, c’è un’altra cosa che stupisce e si fa fatica a comprendere appena arrivati in Danimarca, ossia cosa sia e come funzioni un’efterskole. Si tratta di una scuola privata molto speciale che esiste solo in questo paese, frequentata per uno o due anni al massimo prima di cominciare il liceo. Gli studenti all’ottavo e al nono anno di scuola possono, infatti, decidere di trascorrere un anno in un’efterskole, un anno che si ricorda per tutta la vita.


L’efterskole è un collegio dove i ragazzi vivono, studiano, lavorano e passano gran parte del proprio tempo libero per la durata dell’intero anno scolastico. Nei weekend ognuno è libero di tornare a casa, eppure non sono pochi gli studenti che decidono di fermarsi per rimanere coi propri amici. La vita nell’efterskole è regolata da una routine molto precisa, ma questo non significa che ci si annoia. Al contrario, vengono spesso organizzate delle attività di vario genere per staccare dalla monotonia, come tornei, giochi, gite e serate a tema. Inoltre, non bisogna immaginarsi l’efterskole come una scuola dove si studia e basta: esistono diverse aree e zone della scuola adibite al tempo libero, come aree relax con riviste, divanetti e tavolini; la palestra con attrezzature diverse per vari sport, una sala per giocare ai videogiochi, un piccolo cinema e vari giochi da tavola sempre a disposizione. Oltre a studiare, gli alunni sono anche tenuti ad aiutare il personale della cucina e delle pulizie, compiti che svolgono, naturalmente, a turni.

Ma perché avere una scuola del genere? Da dove nasce questa idea?

Il valore che sta alla base dell’efterskole è la democrazia: si tratta di una scuola in cui tutti sono uguali e in cui bisogna imparare a confrontare e discutere le proprie idee. Il fondatore del primo esempio di efterskole, N. F. S. Grundtvig, era in realtà un oppositore degli ideali democratici, perché riteneva che non si potesse affidare le decisioni riguardanti un intero paese nelle mani di una maggioranza non istruita e che non fosse in grado di comprendere e valutare le questioni rispetto alle quali doveva votare. Per risolvere il problema, decise di aprire una scuola per adulti dove i contadini potessero recarsi alla sera, dopo il lavoro, per imparare nozioni di cultura generale e a confrontarsi nello spirito democratico.

Fu, invece, Kristen Kold ad ampliare questa tipologia di istruzione anche ai ragazzi più giovani, e così nacque, lentamente, l’efterskole per come la conosciamo oggi. L’abitudine di dormire a scuola si è sviluppata col tempo e dipende da motivazioni prettamente pratiche. L’efterskole è un’invenzione danese, e la Danimarca meridionale è un territorio che dal 1864 al 1920 è stato parte dell’impero prussiano (l’attuale Germania). I figli di famiglie danesi nati nel territorio tedesco dovevano frequentare la scuola tedesca, ma al termine degli studi dell’obbligo alcuni decidevano di frequentare per un anno quella “scuola di democrazia” che si trovava giusto al di là del confine. Alcuni, visto che il viaggio poteva richiedere molto tempo, cominciarono anche a passarci la notte. L’ aneddoto spiega anche il nome di questo istituto: “Efterskole” significa, letteralmente, “dopo scuola” (da efter = dopo + skole = scuola). Si trattava, dunque, della scuola che si frequentava dopo il ciclo d’istruzione obbligatorio tedesco.

I valori democratici sono ancora alla base della vita nell’efterskole, motivo per cui tra insegnanti e alunni non si percepisce la stessa distanza vigente nelle scuole italiane – o nelle scuole pubbliche regolari danesi. Gli insegnanti sono figure che vengono rispettate perché adulte, ma non perché detengono il potere di punire gli studenti. Inizialmente, nell’efterskole non esistevano voti, per non sbilanciare la relazione di potere eccessivamente a favore del docente. Si pensava, infatti, che il timore di contraddire il parere dell’insegnante, che si sarebbe potuto vendicare con un voto negativo, impedisse la discussione e il confronto democratico. Oggi gli studenti vengono valutati a fine anno, ma questo spirito è rimasto: il lavoro che si svolge a scuola va al di là dei voti, anziché essere finalizzato principalmente a questi.


L’uguaglianza democratica, infine, esiste anche tra tutti i lavoratori della scuola. La gerarchia delle cariche non è assolutamente marcata nei rapporti umani, tant’è che tutti si danno del tu e condividono momenti di piacere e di lavoro da pari. Nella scuola in cui sto svolgendo il mio servizio di volontariato europeo, a Rejsby, ogni mattina facciamo una “seconda colazione” tra membri del personale. Il preside siede accanto alle cuoche, gli insegnanti insieme alla segretaria e agli addetti alla manutenzione. Io siedo con tutti loro e nessuno mi fa sentire da meno. Il preside e il vicepreside, inoltre, sempre nello spirito democratico della scuola, devono anche insegnare.

L’efterskole è un istituto d’istruzione privato, ma esistono borse di studio e strumenti di aiuto economico per le famiglie che non possono permettersi di iscrivere i propri figli in questa scuola. In alcuni casi, è lo Stato a coprire interamente le spese. Si tratta di una scuola molto ammirata e apprezzata in Danimarca, sia per i suoi pregi formativi che umani. Si dice che nell’efterskole si impari a vivere in comunità e si stringano amicizie che dureranno tutta la vita.

 

Carolina Bonsignori