Be Active for Community Integration. Claudia da Gaziantep

Claudia è stata una delle volontarie che ha svolto la sua esperienza a Gaziantep.
Il progetto “ESC Volunteers in Gaziantep: Be Active for Community Integration” è co-finanziato dal Programma Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea.

Essere una volontaria ESC a Gaziantep significa trovarsi in un luogo dove all’inizio ci si sente completamente fuori posto e, dopo neanche una settimana, bere çay e danzare balli popolari in qualsiasi momento fa parte di te. 

Essere una volontaria a Gaziantep prende forma nel partecipare alle attività dei centri giovanili, nello scoprire nuovi cibi tradizionali, nel tentativo perenne di imparare parole in turco e in arabo, nella soddisfazione quando si riesce a chiedere qualcosa in lingua a qualcuno di là. Ma anche nel girare per la città alla ricerca di nuovi punti panoramici o conversare con sconosciuti, nelle serate spese a parlare di qualsiasi cosa con gli altri volontari, nel confronto tra culture diverse e nell’arricchimento dello scambio tra di esse. Nel partire alla scoperta di luoghi che sono stati la culla della nostra civiltà, come l’Eufrate.

Essere una volontaria a Gaziantep significa vivere in una terra di confine e riflettere sul significato dei confini. Vedere culture che si mescolano e accorgersi che quella terra trasuda storia da ogni dove. 

Proprio sul termine confine in questi due mesi mi sono spesso interrogata, in particolare sul motivo della loro esistenza. Mi rispecchio molto in un pensiero del poeta libanese Khalil Gibran, il quale scrive così: “se ti sedessi su una nuvola non vedresti la linea di confine tra una nazione e l’altra, né la linea di divisione tra una fattoria e l’altra. Peccato che tu non possa sedere su una nuvola”.

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