Come mi ricordo Gaziantep?

Emanuela è stata una delle volontarie che ha svolto la ua esperienza a Gaziantep.


Il progetto “ESC volunteers in Gaziantep: Be Active for Community Integration” è co-finanziato dal Programma Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea.

Come mi ricordo Gaziantep?

Ho cercato di dare una risposta a questa domanda sfogliando le foto che hanno riempito la memoria del mio computer, ma non l’ho trovata. Quindi ho ricominciato di nuovo, in un loop infinito di memorie, ricordi ed emozioni.

Ho deciso di scegliere alcune immagini, ma erano troppe. Forse, mi sono detta, dovevo iniziare diversamente. Invece di pensare alle foto, dovevo partire dai valori che ho appreso e che volevo riuscire ad esprimere in questo breve post.

Sicuramente Gaziantep mi ha insegnato il valore della determinazione. La determinazione di bambini che, nonostante le difficoltà che sono costretti ad affrontare nella vita di tutti i giorni, vanno a scuola con il sorriso e la profonda voglia di imparare. La determinazione di ragazzi che hanno perso tutto e ricominciato daccapo in un paese sconosciuto senza mai perdere di vista i loro sogni e credere in un futuro migliore. La determinazione che nasce dall’incontro di esseri umani e le loro molteplici culture, che unisce, insegna e crea una forza indescrivibile.

Gaziantep mi ha insegnato il valore della semplicità ed i suoi molteplici significati. La semplicità di incontrarsi in una stanza vuota e riempirla di vita solamente con il suono di un oud (strumento tipico siriano). La semplicità di inventare giochi e lavori artistici utilizzando una bottiglia di plastica o un rotolo di carta igienica. La semplicità di trovare un appoggio nei momenti di difficoltà, sentirsi a casa e costruire legami di amicizia che restano, anche quando si è costretti a ripartire.

Questi sono solo due dei valori che la città regala, in una lista infinita di nuove conoscenze ed esperienze che ognuno di noi porta con sé nel suo rientro in Italia.

Gaziantep è una realtà molto complessa e piena di contraddizioni, che svuota e riempie. Povertà, violenza domestica e lavoro
minorile fanno sentire impotenti ed arrabbiati verso le ingiustizie del mondo. Il sorriso dei bambini e dei ragazzi, il loro carisma e voglia di fare danno nuova speranza ed energia anche nelle giornate più
fredde. Insomma, l’esperienza di Gaziantep non è traducibile in poche righe o in qualche foto. Per capire bisogna partire con uno zaino vuoto ed essere pronti a vivere una grande avventura. Sicuramente si tornerà diversi, con lo zaino pieno di foto, pistacchi e saponette di Aleppo, che ricorderanno per sempre i profumi di una nuova casa.

Determinazione: una lezione di inglese nel centro educativo Kids Rainbow; ragazzi che continuano ad investire sui loro talenti e passioni come il teatro, la musica e la cinematografia; un abbraccio di culture che esprime forza, speranza e solidarietà.

Semplicità: un mare di scarpe davanti al portone di casa, dove passavamo le serate più belle fra cene sul tappeto e partite a Jenga; una delle molteplici videochiamate dopo il ritorno in Italia dove ci si diverte anche in isolamento.