Il racconto di Nada e Sabrine

Nada e Sabrine sono state nostre volontarie al progetto “GIVE – Gaziantep Integration by Volunteers from EU”, co-finanziato dal Programma Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea.

Il progetto prevede la partecipazione di 40 volontari in attività volte a promuovere l’inclusione sociale nella comunità locale tra gruppi diversi, tra cui siriani e turchi.

“Dopo mesi di quarantena che hanno abbattuto lo spirito e hanno messo in dubbio convinzioni che pensavo ormai consolidate, la mia amica Nada propone di partire, di fare una nuova esperienza che ci aiuti a schiarirci le idee e a dare indietro qualcosa.

Così siamo partite senza aspettative riguardo quello che avremmo trovato. Ma anche se le avessimo avute, non avrebbero mai raggiunto quella che è stata la realtà.
Tanto, ma tanto amore.
Persone che unendosi fanno la differenza, una differenza tangibile, una differenza che ho visto negli occhi di ogni bambino siriano dello Youth Center.
Negli occhi dei bambini che hanno visto la centro Rainbow ristruttura e funzionante.

Negli occhi dei volontari locali, che nonostante abbiano lavorato con decine di gruppi conservano sempre la stessa passione e curiosità.
Negli occhi dei miei compagni di viaggio con cui ho ammirato le bellezze di quel magnifico paese, vissuto lo shock culturale, con cui ho riso e ho pianto.
Gaziantep è entrata nel cuore di ognuno di noi, anche quelli che inizialmente avevano alzato una corazza che li proteggesse, spaventati, sopraffatti dall’immensitudine della città ma ancora di può dall’immensitudine dei cuori, della storia, della cultura.
Ognuno con una propria storia, un proprio vissuto, un proprio modo di vedere la vita.
E Gaziantep ci ha riuniti tutti.
Per un istante.”
.
.
“All’alba del terzo anno d’università siamo tutti un po’ incasinati, pieni di dubbi ed incertezze riguardanti il futuro, così, dopo ben 4 anni di pedinamento del sito di Scambieuropei mi son fatta coraggio e ho proposto a Sabrine di partire, 47 giorni lontane da tutto e da tutti, immerse solo da ciò che il destino avrebbe voluto per noi.
Gaziantep era una città completamente sconosciuta, il covid ha reso tutte le attività incerte, l’unica certezza era che saremmo tornate cambiate;
Tanto cambiate.
I primi giorni sono stati difficili, la temperatura altissima, una nuova lingua, completamente out dalla nostra comfort zone; nuove persone accanto, che non tanto più in là, però, sarebbero diventate la nostra famiglia.
E quando dico famiglia, intendo tantissime risate e belle esperienze, ma altrettanti litigi, incomprensioni e lunghi bronci; spezzati poi da un dolce abbraccio.
Quindi, se qualcuno mi dovesse chiedere:
Cos’è stata per te l’esperienza a Gaziantep?
Son sincera, non saprei rispondere, perché a volte ai sentimenti non si trovano parole.
Gaziantep è la luce in fondo al tunnel che tutti aspettano da un giorno all’altro.
È la città che da consapevolezza di poter dare sempre di più.
Sono i bambini siriani che giocano dietro casa, con i bambini turchi senza barriere.
È lo youth center, i bambini con la voglia d’imparare l’inglese e la speranza nei loro occhi.
Gaziantep è il gran bazar pieno di profumi e colori.
Sono le mosche in ogni dove e il canto del Muedhin 5 volte al giorno.
Il pane tipico turco, e i falafel siriani.
Gaziantep sono i 25 volontari Italiani, 5 ukraini, uno spagnolo e un portoghese.
È il dolce rapporto che ho instaurato con ognuno di loro.
Le tazze sempre sporche in cucina, e le lamentele su slak.
Gaziantep sono le evaluation che danno consapevolezza.
È il momento del tu per tu con la tua anima.
È una dolce mano, che ti spoglia dalle tue paure e ti mette a nudo con i tuoi sentimenti.
Gaziantep sono i pianti in terrazzo e le risate fino all’alba nell’Hazna..
È Annamaria e Francesca che ti cullano con dolci parole.
Gaziantep sono i volontari locali, ognuno strano a modo suo.
Sono i loro sorrisi e le loro perplessità.
È la loro gioia e gli insegnamenti che ci hanno regalato uno ad uno.
Gaziantep sono Mustafa e Hiba, l’amore per la loro Amata Siria e Il “centro per l’educazione” all’inizio a pezzi.

È la forza di tutti i siriani, nel dare al mondo il centro Rainbow.

È la gioia dei bambini dell’avere un’istruzione e di divertirsi.

Gaziantep è la possibilità di visitare i border turchia-siria,
sentire testimonianze,
Gaziantep, anzi, l’esperienza a Gaziantep, sono 47 giorni, che prendono un angolino nel tuo cuore, si accomoda dolcemente e ti accompagnerà per tutta la tua vita.”
.
.
E quindi, in un futuro alla domanda, di nuovo, cos’è stata l’esperienza a Gazientep per voi due.
Risponderemo semplicemente che Gaziantep è emozione.
Si vive, non si racconta.

E non esista miglior video di questo, per mostrare il senso di unione e la passione che si sentiva nell’aria.