Il primo mese del mio ESC in Francia

Tiziana Petrucci è una volontaria in Francia del progetto “Mobility and culture”, ospitata dall’associazione Communaute de Communes sor Agout. 
Il progetto è co-finanziato dal Programma Corpo Europeo di Solidarietà dell’Unione Europea.

“Ho iniziato a scrivere questo articolo settimana scorsa, quando la situazione era ancora di apparente “normalità”. Ma molte cose sono cambiate in appena sette giorni. Abbiamo dovuto rivedere tutte le attività in programma, ci siamo dovuti adattare. E così il mio articolo. Ho cancellato gran parte delle parole scritte e ho ricominciato da capo, anche se a fatica. Perché, quando tutto cambia, non sempre è facile adattarsi con rapidità o riuscire a mettere nero su bianco quello che si pensa o si prova in questi momenti.

Quando ad aprile ho deciso di candidarmi per un progetto attraverso il Corpo Europeo di Solidarietà (CES), non sapevo se sarei realmente riuscita a partire da lì a qualche mese. Dopo essere stata selezionata, ho atteso con ansia l’arrivo di ottobre. Nonostante la situazione stesse nuovamente peggiorando, ho deciso ugualmente di partire. 

E così, il primo ottobre ho cominciato il mio CES a Saïx, un piccolo villaggio nella campagna occitana a un’ora dalla più conosciuta Tolosa. L’obiettivo principale del mio progetto è quello di aiutare due realtà locali nella promozione della mobilità internazionale attraverso l’organizzazione e la partecipazione a eventi culturali, attività e progetti realizzati prevalentemente a favore dei giovani. Un’utopia in questo momento storico in cui sono vietati assembramenti, ritrovi o qualsiasi genere di contatto.

Eppure, la prima cosa che ho imparato qui, è quella di non lasciarsi abbattere e di cercare soluzioni alternative, rispettando ovviamente la sicurezza di tutte le persone coinvolte. E così ho cominciato le mie attività con i bambini, le testimonianze a piccoli gruppi di adolescenti e il lavoro in ufficio. 

Lunedì scorso sono iniziate le due settimane di vacanze scolastiche per Tutti i Santi. Come ogni anno, gli animatori avevano organizzato i cosiddetti chantiers loisirs, ovvero dei campi per i ragazzi dai 14 ai 17 anni. Durante la prima settimana, generalmente si svolgono attività per la comunità (come raccogliere cartacce o ridipingere luoghi pubblici), mentre la seconda settimana si partecipa a una gita culturale in una capitale europea. Ovviamente, quest’anno il piano è stato ridimensionato e modificato diverse volte nel corso degli ultimi mesi. Così come è stato notevolmente ridotto il numero dei partecipanti. 

Eppure, settimana scorsa siamo riusciti a portare a termine tutte le attività programmate: ridipingere gli spogliatoi dello stadio da rugby del paese, ripulire il torrente del villaggio dai rifiuti in ferro e costruire dei compostori per la scuola elementare. È stato bello vedere l’impegno e la serietà dei ragazzi nel svolgere i compiti a loro assegnati. Ma è stato ancora più bello vedere lo spirito di squadra, il senso di comunità che si sono creati e la curiosità nei miei confronti. Aver preso parte a queste attività insieme a loro è stato per me un doppio scambio: da una parte, ho potuto raccontare loro le varie esperienze fatte negli anni e testimoniare l’importanza di viaggiare e incontrare nuove culture; dall’altra parte, ho avuto modo di scoprire alcuni aspetti della cultura francese

Purtroppo però questo lunedì abbiamo dovuto annullare tutte le attività della seconda settimana. Dopo un breve momento di sconforto iniziale, gli animatori si sono subito attivati per cercare di riprogrammare il tutto e cominciare a progettare le prossime vacanze di febbraio (con la domanda, chissà come sarà la situazione a febbraio?). 

Abbiamo ricominciato a lavorare in ufficio finché questa notte non è iniziato il lockdown nazionale. E allora abbiamo cambiato nuovamente i nostri programmi, dividendoci tra lavoro da casa, lavoro in ufficio e attività da svolgere in presenza con i bambini. 

E così è già passato esattamente un mese dal mio arrivo. Nonostante le difficoltà, il tempo sta volando. Ho deciso di guardare le cose belle che sono accadute e che ho appreso in questo mese. 

Sto imparando a essere ancora più flessibile e ad adattarmi alle situazioni, anche quando non vorrei che le cose cambiassero. Ho avuto modo di vivere una bella settimana in compagnia dei ragazzi. Sto studiando il francese e, parlandolo tutti i giorni, sento che il mio livello sta migliorando di giorno in giorno. Ho visitato nuove città. Ho vinto le mie insicurezze e ho fatto una presentazione da sola, in francese, davanti a un gruppo di ragazzi. E, forse più di tutto, sono stata accolta da un gruppo fantastico. Persone curiose di conoscermi, che si preoccupano costantemente che io sia serena o che io abbia tutto il necessario, persone che mi hanno aperto le porte di casa loro e che sono impazienti di farmi scoprire il territorio e le peculiarità culinarie. Sento di essere stata accolta in una grande famiglia e per questo non vedo l’ora di scoprire cosa mi attende nei prossimi nove mesi.”

Tiziana Petrucci