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Il volontariato di Mariarosa a Gaziantep

Tradurre in parole ciò che significa fare il “volontario” risulterebbe sminuente e non renderebbe il senso che si cela dietro questa parola, il cui significato ho potuto sperimentare nel corso della mia esperienza ESC in Turchia.


Per provare a darne una definizione, prettamente soggettiva e basata su ciò che ho vissuto tramite la mia
esperienza diretta e personale, direi semplicemente che volontario è volontà.


Sì: volontà di mettersi in gioco, di allargare i propri confini e fare tuoi i problemi degli altri; volontà di empatizzare con il diverso, con il tuo simile e con le vicissitudini quotidiane affrontate da chi è nel bisogno o nella voglia perenne di lottare, di mangiare la vita e di imparare, nonostante ogni difficoltà.

E nulla è più appagante del vedere sorridere i bambini ed esser ricambiati con un loro sorriso per un lavoro che tu, volutamente, hai messo al servizio degli altri. I sorrisi dei più piccoli sono la cosa più dolce e gratificante che mi porto nel cuore, e che oggi mi rende lieta del contributo che ho potuto dare tramite questa esperienza.


Il progetto mi ha altresì dato la possibilità di inserirmi in un contesto culturale totalmente diverso da quello italiano, cui appartengo. Vivere in prima persona un ambiente culturale diverso, e farlo in qualche modo mio, mi ha permesso di comprendere usi e costumi del luogo, di entrare nella quotidianità di quelle persone e viverla con loro, e di scoprire così mondi lontani dalla mera propaganda e dai giudizi superficiali su realtà che non conoscevo così in fondo.


Per questi motivi, voglio condividere con voi dei video e alcune foto che riflettono ciò che maggiormente ho fatto mio di questa esperienza: i sorrisi degli altri e la voglia di scoprire una realtà e una cultura a me differente, della quale sento una profonda nostalgia e che porterò sempre nel cuore.

Rosamaria Tigano

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