La mia esperienza come volontario a Lorient. Davide ci racconta il suo ESC in Francia

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Questo testo non nasce come un compito formale, ma come il racconto personale di qualcuno che ha già vissuto questa esperienza.
L’obiettivo è semplice: se nei tuoi primi giorni a Lorient ti sentirai un po’ spaesato o disorientato – proprio come è successo a me – spero che queste parole possano diventare, con il tempo, un piccolo punto di riferimento. Magari persino un accenno di “seconda casa”.

Non scrivo per compiacere un tutor, ma per offrire una risorsa in più, accanto alla guida già esistente creata dai volontari precedenti. Ti consiglio davvero di leggerla: per me è stata molto utile, tanto che l’ho riletta poco prima di arrivare qui, a Lorient, nel sud della Bretagna.

Dividerò questo articolo in quattro parti principali:

  • il lavoro
  • la vita quotidiana
  • i viaggi e le esperienze
  • il volontariato

Nell’ultima sezione accennerò anche ai seminari previsti durante il progetto, senza però entrare troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa.


Capitolo 1 – Il lavoro

Il lavoro settimanale non è particolarmente impegnativo in termini di ore e si differenzia da quello di altri volontari, soprattutto quelli che operano nelle scuole.

Le attività si svolgono principalmente nel pomeriggio e in serata, adattandosi agli orari degli animatori. Nel mio caso, ad esempio, avevo il lunedì libero.

Nei primi giorni, il tutor Antoine fornisce un calendario con le attività previste, che includono anche compiti di accoglienza. Ti verranno mostrati sia il luogo di lavoro sia la residenza.

Fin da subito sarai immerso nella lingua francese: anche senza parlarla bene all’inizio, i progressi arrivano rapidamente. Un consiglio pratico è utilizzare strumenti come traduttori o app (anche ChatGPT) per facilitare la comunicazione.

Durante la settimana collaborerai con gli animatori della residenza. Periodicamente vengono organizzate riunioni per pianificare le attività del mese, spesso coinvolgendo anche altri centri della rete Agora.

Due volte a settimana parteciperai attivamente alle attività con i residenti. Se possiedi una patente e ti senti a tuo agio, potresti anche guidare il van dell’organizzazione.

Inoltre, collaborerai con l’associazione InfoJeunes a un progetto condiviso che inizia intorno a novembre e dura fino alla fine del servizio. Questo lavoro si svolge spesso in inglese e include anche la compilazione di documenti legati all’Unione Europea.

Avrai infine l’opportunità di partecipare a eventi in cui presentare il Corpo Europeo di Solidarietà, sia in contesti informali sia più strutturati.


Capitolo 2 – Vita quotidiana

Ho scelto questo progetto anche con l’obiettivo di proseguire i miei studi in Francia, in particolare per un futuro master.

Nel tempo libero, oltre a viaggiare, ho studiato per ottenere una certificazione di francese livello B2 e sto preparando anche il Cambridge First Certificate in inglese.

Un consiglio pratico: appena arrivato ho acquistato una SIM francese con molti giga e chiamate nazionali, mantenendo comunque anche quella italiana. Questa soluzione si è rivelata molto utile.

Fin dall’inizio ho cercato di mantenere ordine nella stanza e rispettare gli spazi comuni. È importante, anche se può sembrare imbarazzante all’inizio, stabilire regole condivise con gli altri coinquilini: aiuta molto nella convivenza.

Infine, resto in contatto ogni giorno con la mia famiglia: il loro supporto è fondamentale durante questa esperienza.


Capitolo 3 – Viaggi ed esperienze

Durante il progetto ho viaggiato molto, iniziando dalle città vicine come Vannes e Quimper, fino a raggiungere città più grandi come Rennes, Nantes e Brest.

A Brest, ad esempio, ho provato la funivia urbana che attraversa la città: un’esperienza particolare e consigliata.

Ho visitato anche luoghi più autentici, come una boulangerie a Douarnenez dove ho assaggiato il Kouign-Amann, un dolce tipico bretone. In farmacia ho scoperto il Kari Gosse, che ho poi portato anche in Italia.

Tra le esperienze più belle ci sono state:

  • la visita all’isola di Groix
  • il surf nella penisola di Quiberon
  • la scoperta della Côte Sauvage, dove si percepisce tutta la forza dell’oceano Atlantico

Ho partecipato a degustazioni di sidro, provato attività sportive come golf ed equitazione, e osservato la vivace vita studentesca locale.

Un consiglio utile: cercando online (Google Maps, siti turistici o social della città) si trovano moltissime attività da fare.

Nel quotidiano cucino spesso italiano, ma amo anche scoprire la cucina francese e bretone nei ristoranti locali.


Capitolo 4 – Volontariato e crescita personale

L’esperienza di volontariato è stata estremamente positiva. Gli errori fanno parte del percorso e rappresentano occasioni di crescita.

Ho partecipato a numerose attività, tra cui:

  • mostre d’arte
  • serate di giochi e cinema
  • laboratori di cucina
  • eventi natalizi
  • attività sportive
  • incontri su temi sociali

Grazie allo sport (corsa, nuoto, arrampicata, ping pong) ho conosciuto nuove persone e creato relazioni significative.

Ho preso parte anche al carnevale, contribuendo alla creazione di una grande marionetta, e a progetti legati alla sostenibilità e al riciclo.

In futuro mi piacerebbe proporre nuove attività, come laboratori di cucina italiana, tornei sportivi o iniziative legate al giardinaggio.


Seminari

Durante il progetto sono previsti seminari finanziati dall’Unione Europea, completamente coperti.

Ho partecipato a:

  • un seminario a Laval (circa 5 giorni)
  • uno a Lamballe (circa 2 giorni)

Sono giornate intense, ricche di workshop e scambi interculturali. È importante avere un livello di inglese almeno intermedio, poiché si incontrano volontari da molti Paesi.

I seminari si svolgono generalmente in inglese e francese e rappresentano un’occasione preziosa di confronto e crescita.


Conclusione

Ora è il tuo turno di vivere questa esperienza.

Buona fortuna!
Ti auguro davvero il meglio.

Scopri di più https://www.dropbox.com

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