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Getting to know each other. Uno scambio sulle culture e le tradizioni

Serena, una delle partecipanti allo scambio culturale in Romania “Getting to know each other”, ci racconta in breve il progetto!

Ciao a tutti, voglio raccontarvi del progetto organizzato da Initiative Sociale a cui ho partecipato dal 25/04 al 5/05 2018 ad Horezu, Romania. Durante questo periodo sono stati coinvolti sei giovani per ogni paese partecipante (Romania, Grecia, Italia, Spagna, Polonia, Turchia).

L’obiettivo principale, come suggerito dal nome, era quello di mettere in contatto diverse culture e tradizioni e permettere ai ragazzi di conoscersi l’un l’altro, abbattendo le possibili barriere dovute a differenze sociali e linguistiche. Il mezzo usato per approfondire le rispettive storie e culture è stata la tecnica degli origami, attraverso cui ogni paese doveva rappresentare il proprio simbolo nazionale. In questo modo, oltre a imparare qualcosa sugli altri paesi, abbiamo sviluppato le nostre abilità nei processi e nelle attività creative, una competenza sempre utile.


Durante i primi giorni le attività svolte si sono concentrate sul team building, per far sì che si formasse un gruppo coeso che potesse lavorare in armonia. Successivamente, ci siamo dedicati ai diversi workshop di origami, uno per ogni paese; la sera, durante le serate culturali, i diversi team nazionali hanno preparato presentazioni, quiz, cibi tradizionali e aneddoti sul proprio paese, per consentire a tutti di sapere un po’ di più sulla loro provenienza, in un modo informale e interattivo.

L’ultimo giorno del progetto, abbiamo invitato la comunità locale a partecipare all’esposizione dei nostri lavori, di modo che anche gli abitanti potessero conoscere diversi aspetti delle varie culture nazionali e sperimentare in prima persona la tecnica degli origami.

 

Serena Delli Noci

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“Il mio SVE in Romania”: il racconto di Elisabetta

Elisabetta ci racconta la sua esperienza SVE in Romania, dall’inizio alla fine.

 

E’ stato un attimo. Un pigro pomeriggio d’estate in un paesino quasi abbandonato del Sud Italia, ed io con la voglia di scappare via. Un’amica mi aveva parlato tempo addietro dell’esistenza di questi programmi di volontariato europeo, ma questa informazione il mio subconscio l’aveva messa da parte, in uno dei mille cassetti polverosi e disordinati della mia testa. Ma quel giorno il cassetto si apre, e qualcosa da dentro mi sussurra piano che la possibilità di andare via ce l’ho, si chiama Servizio Volontario Europeo. Apro in fretta il portatile, si, velocemente, perché io mi conosco, o ora o mai più. Faccio qualche ricerca, scarto qualche progetto, qualcuno lo tengo in considerazione, e invio una manciata di curricula. In Germania, in Belgio, in Spagna, Portogallo, e l’ultimo, quasi controvoglia, tanto perché non si sa mai, in Romania. Dopo un paio di giorni mi arriva una mail: sei stata selezionata per il progetto Global Village, siamo felici di accoglierti.. IN ROMANIA! Se qualcuno mi avesse chiesto un mese, o anche una settimana prima, non avrei nemmeno immaginato di rispondere che la mia prima esperienza all’estero l’avrei fatta lì.

Non sapevo perché ma ero eccitatissima. Aspettavo di vedere i miei amici, i miei parenti per comunicare loro la notizia, li volevo vedere in faccia. E’ stato un peccato non aver registrato quei momenti con una videocamera, le espressioni mi esilaravano. C’era chi era spaventato, chi felice, ma tutti, proprio tutti, erano sorpresi: “ma che ci vai a fare in Romania?!”. Il mio stato di eccitazione però non calava.

Inizio a fare qualche ricerca. Un po’ di storia, un po’ di geografia, e mi rendo conto che per me questo era un Paese del tutto sconosciuto. E, come tutte le cose sconosciute, mi spaventava.

Il giorno della partenza si avvicinava. Il biglietto Roma-Craiova era insieme alla montagna di roba che ovviamente mi sono portata dietro. Che succederà quando sarò lì? Sopravviverò? Inutile dire che le mie aspettative erano quasi pari a zero (io volevo andare in Germania!) e questo non avere aspettative ha sancito l’esperienza più inebriante della mia vita. Dal momento in cui sono scesa dall’aereo mi sono sentita una bambina, che piano piano scopre e si stupisce del mondo. Ogni cosa che ho visto in una maniera o nell’altra mi ha fatto spalancare gli occhi.

Il progetto in realtà è partito un po’ a rallentatore, il primo mese in cui ero lì non ho fatto quasi nulla, se non sopravvivere alla esagerata e quasi opprimente ospitalità dei rumeni, e al loro cibo delizioso. Subito ho capito che mi sarei sentita a casa. Da quel che purtroppo si dice, non potevo certo immaginare che fosse un popolo tanto amichevole, che avrei conosciuto persone meravigliose e che anche gli sconosciuti si sarebbero fatti in quattro pur di aiutarmi.

Lo SVE mi ha dato l’opportunità inoltre di conoscere tanti ragazzi da tutta Europa e non solo. E in questo modo gli orizzonti si ampliano. Ho conosciuto tantissime persone che mi rimarranno nel cuore, altre che mi hanno stimolato a guardare al futuro, e altre che mi sono state così simpatiche che spero di non rivedere più. Sono tornata carica di esperienze e di idee nuove, e con un numero imbarazzante di calamite in più sul frigorifero.

Durante il mio servizio ho avuto inoltre l’opportunità di apprendere tante nozioni e di sviluppare diverse competenze che sono sicura mi saranno utili nel futuro: ho insegnato italiano, ho imparato a gestire le attività e ad organizzarle, e ho scoperto di avere un talento con il fai-da- te!

Ovviamente ho stretto amicizia anche con gli altri volontari, e abbiamo cominciato a viaggiare. Il mar Nero, i Carpazi, il Danubio. Le città tedesche, le foreste, i castelli, le chiese e le moschee. La lupa capitolina, immancabile in ogni grande città. E Dracula, ovviamente (lo sapevate che lì è un eroe nazionale?). In sintesi, una mescolanza di culture e di paesaggi mozzafiato, che mi hanno resa felice di aver conosciuto questo Paese.

Devo ammettere che non è stato sempre facile, anzi. E’ stata una sfida giorno dopo giorno, ma una sfida che mi ha fatto crescere. Mi ha fatto mettere alla prova i miei limiti e capire che molti posso superarli. Beh, ancora non ho imparato a volare, ma chissà, forse un giorno…

Elisabetta D’Orlando

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“The Happit” Youth Exchange – Dissemination of Results

Tramite l’Associazione Scambieuropei alcuni giovani hanno avuto la possibilità di partecipare allo scambio culturale a Iasi, in Romania. Lo scambio aveva come obiettivo quello di aumentare il livello di consapevolezza dei partecipanti riguardo i problemi ambientali.

“The Happit” youth exchange put together 20 young people from Romania, Italy, Estonia, Poland and was held during the period of 17-25 of October in Iasi Romania. The project aimed to increase the level of wellbeing among young Europeans by applying the principles of building new habits in an environment conducive to healthy behaviors. Our objectives were the internalization of the principles of habit development, followed by creating and practicing a set of healthy habits (nutrition, movement and thought) and improving the quality of professional life among the participants.

 

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The activities that were carried out during the youth exchange were based on experiential learning model and peer learning and regards topics as creating habits- as a tool for increasing wellbeing, healthy lifestyle- the context conducive to personal fulfillment, professional potential of young participants, self-knowledge, acquiring learning skills, proactive approach to the challenges.

Non-formal education methods that ensured learning objectives were workshops, role play, planning and organization, outdoor activities, individual and group reflections.

 

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The impact achieved by the project “HAPPIT” was primarily the awareness of the direct and indirect participants that each is responsible for their own well-being, this responsibility being applicable both in the lifestyle and in creating the desired career paths. Moreover, awareness of the responsibility was accompanied by learning and mastering ways of creating habits, in order to increase the well-being among project participants.

 

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The project was funded through Erasmus+ Programme. Involved organizations: Suportis (Romania), 4Youth (Poland), Seiklejate Vennaskond (Estonia), Scambieuropei (Italy)

Learn more and discover the project results by following the links bellow:

Website: www.thehappit.eu

The Happit Brochure: https://goo.gl/adwojb

Power Point Presentation: https://goo.gl/eGfd6g

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SVE in Romania “Links to education”. I volontari Scambieuropei si raccontano

In questo articolo vi mostriamo un breve resoconto dell’esperienza EVS svolta dai nostri volontari EVS impegnati nel progetto “Links to education” a Timisoara, in Romania

 

I’m watching Făgăraș mountains from my window, inside the train that connects Bucharest with Budapest. Destination Timisoara (actually Arad and then Timisoara) this time; starting point Brasov (a guy in the station told me that is one of the oldest cities in Romania, I want to believe him), less than 200 km from Bucharest. Why Brasov? Midterm evalutaion meeting.

 

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My first Romanian trip by train was for On arrival training, in April: Timisoara – Sibiu, six hours by train, longest train of my life (I mean the duration of the journey), and I thought I would die: I love trains, you have time to think, to listen music and watch outside, discovering landscapes never seen, but six hours! In six hours I can watch “Spartacus” and “2001: a space odissey” (both), I can listen more or less one hundred and twenty songs, I can watch one or two seasons of my favourite TV series..in short, is a lot of time. Brasov – Arad is eight hours, that’s why now the other trip (Sibiu-Timisoara) seems so short, but actually is not so bad, Transilvania is beautiful and at least the train has the electric socket for the laptop.

Anyway, a girl asked me something before, in Romanian of course because in my face there is not written “I’m italian” (yet), and I understood everything. “Oh my God!” I thought, maybe the Romanian lessons are working or maybe is because I’m from Italy, who knows.

 

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Coming back at Midterm evalution, I passed four nice days, of course On arrival is On arrival, but I spent good times with nice volunteers, talking about our projects, our common problems, our ideas for the future and at least now I know where Georgia is (thanks Georgian volunteers from Arad!).

Anyway, our approach have been totally different respect the On arrival meeting: a bit less motivation, a bit less happiness and desire to discover each other, but more depth and why not a bit more maturity in our conversations.

 

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I’m exactly in the middle, the Midterm evaluation split the project in two equal parts, now is waiting for me the second part, the last four months, the dark (or light?) side of the moon. Just I know that the time is flying and I’m really starting to think at my “collegues” as real friends, people that I know only from four months, but it happens when you have to share a flat, a job, and some good night with someone, even if from other countries, even if sometimes I can’t tolerate them at all; because also this is EVS.

But let’s try not to be so sentimental, another train is waiting for me.

 

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Nicola Cauli dal blog Zoomin Up.Blog

Guarda la pagina fb dell’associazione

 

 

 

 

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Un libro di poesie per parlare del progetto sul coaching olistico “Steps on the Wheel”

Un libro di poesie e un opuscolo che raccoglie le metodologie e le attività educative per chi vuole lavorare a contatto con la natura

Questo e tanto altro quello che è nato dallo Scambio culturale in Romania a Cluj Napoca sul coaching olistico

 

 

Dal 10 al 19 luglio si è tenuto l’innovativo progetto Steps on the Wheel, che ha visto insieme 27 giovani provenienti da Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Irlanda, Italia, Lettonia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Inghilterra

 

Il progetto di training course, costruito intorno all’approccio eco-centrico, ha utilizzato la metodologia olistica per formare futuri youth workers.

Attraverso l’utilizzo della metodologia pedagogica olistica, infatti, i formatori hanno cercato di far scoprire ed elaborare i propri vissuti ai partecipanti,  utilizzando vari tipi di linguaggio legati, soprattutto, alla spiritualità e alla natura e  mirando all’inte­grazione della persona, alla ricerca di una unità individuale e collettiva

 

Dal progetto sono state create due utilissime opere

 

A booklet: Tools and Methods for Eco-centric Youth work

Una collezione di attività educative connesse e riferite alla natura ed inserire nel più ampio contesto del lavoro giovanile

Dai uno sguardo a questo interessante ed utile OPUSCOLO 

 

 

A collection of Soul-poems, made by the participants

Vi invitiamo a leggere questa bellissima raccolta di poesia di anime, scritte dai partecipanti del progetto. Un modo semplice ma profondo per accedere ai nostri pensieri più reconditi e potenti e per  lasciarsi sopraffatti dalle rivelazioni della vita
Dai uno sguardo a questo interessante ed utile OPUSCOLO 

 

 

 

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Limitare la delinquenza giovanile ed aiutare i giovani? La risposta è nello SVE

Limitare la delinquenza giovanile ed aiutare i giovani? La risposta è nello SVE

 

Interessati al futuro dei giovani svantaggiati? Ecco un’opportunità per cambiare in meglio, non solo voi stessi, ma anche gli altri. Partecipate allo Sve in Romania a tema delinquenza giovanile in un penitenziario per 4 mesi

 

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L’associazione Scambieuropei, partner di un’associazione Rumena, è alla ricerca di 2 volontari pronti a partire per un progetto di volontariato a sfondo sociale, dal suggestivo titolo “Restart”. Il progetto, che ha appena terminato la sua prima fase, partirá con questa seconda fase da novembre 2016 per 4 mesi

 

Descrizione del progetto

Il progetto di volontariato europeo avrá luogo a Craiova, cittá rumena, e vedrà coinvolti due volontari italiani, i quali avranno l’occasione di vivere 4 mesi insieme ad altri volontari europei. Lo sve è legato al tema della delinquenza giovanile in Romania e nasce con l’obiettivo di offrire aiuto ed educazione ai giovani ragazzi con un passato difficile, al fine di reintegrarsi all’interno della società. Il progetto permetterà ai giovani volontari di essere direttamente coinvolti nel progetto di recupero educativo, di riflettere sui limiti del sistema legislativo locale e di attuare dei percorsi per arginare il problema.

 

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Tra le attività cui i volontari prederanno attivamente parte:

 

  • workshops creativi e teatrali
  • attività sportive
  • gestione delle reti radio e televisive interne al penitenziario giovanile
  • campagne per promuovere una maggiore consapevolezza, in merito al problema, all’interno della comunità
  • attività pubbliche di promozione quali: esibizioni, manifestazioni, esposizioni fotografiche
  • attività giornalistiche
  • attività di promozione del programma Erasmus plus

 

Per approfondire il progetto e per candidarsi http://www.scambieuropei.info

 

 

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Racconti SVE: Margherita e il suo volontariato in Romania

That’s such a cool house! (And the owner is special as well)

I think I know more or less who is going to read this and I’m pretty sure many of you don’t know this guy, Cody Lundin. He’s one of the people whit whom I’m happy to share this planet and I’ll tell you why.

 

Cody is a very charismatic survival freak, known mainly for Discovery Channel’s reality “dual survival”, in which he participated from 2010 to 2014. That’s how I got to know about him. I will never forget the image of this man, sunk in the snow until the hips, walking with a very agressive attitude in this mega cold landscape, while wearing only socks. And stating manly: “it’s all about training your mitochondria to get used to cold.”
He’s a so-colled “barefooter” from more than 20 years. Yes, that’s a thing.

 

 

I’d like to keep writing that I’m a victim of his charm, but this should be an article about ecology. You can read a little bit more about him on this article

So: Lundin owns one of the smartest houses I have ever heard of, very sustainable, and visually not ivasive within the environment. He designed this “passive solar earth” costruction and he pays nothing for utilities, thanks to tricks such as collecting rainwater and composting waste. Obviously the house is off the grid, in Arizona’s desert.

 

Lundin’s house is especially designed to keep a steady temperature all during the years, combining orientation, thermal mass, and insulation. He described his house and its benefits in the following text:

“It’s winter in the high desert as I write this, and last night the thermometer outside read 9 degrees F (minus 13 degrees C), a bit colder than typical and, ironically, part of the same storm system that left 500,000 people without power in the Midwest. Regardless of single-digit temperatures, my home remained a cozy 72 degrees F (22 degrees C), and it did so without using any conventional energy resources.

 

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I have no heating bills of any kind and I don’t burn wood. My home is heated entirely by the free clean energy of the sun, a phenomenon commonly referred to as “passive solar.” Along with orienting my home solar south, I have the proper square footage of windows to match the square footage of my home so that it doesn’t under- or overheat. These windows let in shortwave radiation from the sun that soaks into my stone floor during the day. At night when outside temperatures dip, the stone floor, which is a great conductor of the sun’s energy, re-radiates the stored sunshine, or heat, as long-wave radiation that keeps the house warm. Insulation and thermal mass help retain the heat throughout the night. The process starts anew the next day. Even though my home is dependent on the sun for heat, it’s designed to retain this comfort for several days of cloudy weather or storms.

 

In the summertime, when outside temperatures hit triple digits, I enjoy inside temps in the high 70s (approximately 25 degrees C). I have no cooling bills of any kind. A simple roof overhang designed for my window height and latitude keeps the higher summer sun’s rays from hitting the stone floor. My windows and doors are situated to take advantage of the prevailing weather patterns and the cooler nighttime breezes. In fact, the entire front of the house is a huge parabola that acts as a scoop to harness the dominant southwestern weather systems for optimal natural free ventilation when required. Once again, thermal mass and insulation keep out hot temperatures while maintaining the cooler inside environment…” (read the entire text here)

 

So, what to say. I hope you’ll keep in mind Lundin’s house if you’ll ever want to build your own.

 

Scritto da: Margherita Pletti

Tratto da: http://gaiacraiovacommuni.

 

 

 

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Ecological Footprint: Il progetto SVE di Giacomo in Romania

Ecco Ecological Footprint: Il progetto SVE di Giacomo in Romania

Questo testo è stato scritto da una volontario italiano presso l’associazione rumena Gaia, partner sve di Scambieuropei

 

Today, the 8th of August 2016, is the the Earth overshoot day!! It is the day we have used as much from nature as our planet can renew in the whole year!!
What?? Of course it is not a day to celebrate, just to keep in mind.

 

It’s a nice day and you decide to buy some fruit from the store!! You are right in front of the fruit box and you want to take some apples… you can take …how many?? whatever you want…even if you don’t need.
Now consider this, you come back home, open your bag and figure out that you’ve bought 2 Kg of apples. After this we need to replace the verb “eat” with the verb “consume” to make the scene more interesting!!


How much apples can you consume?
Not more than 2 Kg!! Do you agree?
All this means if you finish that 2 Kg and you want more you need to come back again to the market, so you need a permanent storage from where you can take apples but unforunately nature doesn’t work like that!!

 

Starting from this example I’d like to introduce the concept of Ecological Footprint.
We can consider the previous concept as the same for ecological systems. So we have someone who is gonna provide all what someone else needs and consume. We need to go a little more deep into ecology but, don’t worry, not that much!!
Rules of nature lead the ecological systems in the same way they should lead our lifes just because we are part of the same systems.
The game runs with two teams: the first one is composed by resources (food, sun light, water, energy, petrol, rare metals for phones and laptop and any kind of substances that could be consider “edible” or just essential for some living being) and the second one by living beings (plants, animals, bacteria, humans, etc…) that are consuming these resources.

 

Who is gonna take more than the other?
This type of resources could be devided in renewable or not renewable and this depend on the time they will take to become useful and available again after they have been consumed.
Animal and trees are actually consuming just the resources they need to stay alive and they have been doing this since they are on the Planet Earth!!
Exactly!!..Human beings are the ones that consume more than they need. As well as the world population is in constant growth the global consumption is increasing too.

 

 

This phenomenon increase as time goes on so we need to take into account how much we are consuming and make this quantity countable. It has been decided to assume Global Hectare (gha) as unit of measure. This is used both to calculate:

1-the terrestrial area required to supply the humans needs (Demand).
2- the terrestrial area capable to provide needed resources (Biocapacity).

 

In fact, to get the final estimation of the Ecological Footprint we need to sottract the Demand from the Biocapacity and, to be honest, use a specific factor but it is actually a little bit out of our line.
Scientist of Global Footprint Network are investigating on it in order to understand the humanity demand on nature. In terms of number it is how much of the resources we are taking off from the planet.
Based on this each country has a specific value of Ecological Footprint and it is easy to understand that the most developed countries are the ones who consume more than they need. The Ecological Footprint of those countries is ten times bigger than the poorest ones.
This is not so equal as it should be!!.

 

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More than this is has been shown that we are actually demanding more than the biocapacity.. our request in terms of resources is equal the resouces produced by 1.6 Planet Earth!!

But unfortunately we have just one and it is so kind and beautiful that it would be better to keep it and make it last as long as possible!!
Today is the day to remind you that starting from now we ll deplete our future resources until there won’t be anymore. In theory we should quit consumption today..who ll be the first in line??

 

Scritto da: Giacomo Conti

Tratto da: http://gaiacraiovacommuni.

 

 

 

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Social inclusion: L’esperienza SVE di ragazzi Europei presso GAIA Romania

Questo testo è stato scritto da una volontaria europea presso l’associazione rumena Gaia, partner sve di Scambieuropei

 

Social inclusion. My own experience of working with people with special needs.

I remember the first day when we opened the door and entered Ancaar (Centre of autism). I was a volunteer who has never worked with people with disabilities and have not an experience of working with them. Everything seemed so strange, sometimes even repellent. The adaptation period was quite long. Even now there are many details which I need to learn and accept. It was long and difficult. There were people with different problems who gave the impression of one group without any difference. But each of them has her/his own problems and the need of individual attitude and attention towards them.
Glances, strange voices…stop. But where is their fault? Where are they guilty that they live in that life?

 

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Every working day has changed and still continues changing me. Sometimes I felt very strange, unnecessary because every worker had his/her own work, agenda, therapies and exercises. But we need to understand that for them our movements, your voice are also strange sometimes.

 

They also can be afraid of you because you are a foreigner for them. Sometimes the time has passed in a very difficult way. But it was work, 2-3-hours work. But there were cases when I counted every second when I would finish and go home. But many things have been changed during the time. And I understood that maybe they don’t need special attitude towards them. Sometimes our presence is already important and useful for them because it helps them to adapt the environment, to learn to be in a group, not to be afraid and smile.

Months have passed…Now I enter the same centre, open the same door, but now I am not the same. I enter and I cannot explain my feelings with words. They recognise me, smile, greet me, some of them try to remember my name – Elena? The right one is Lena, but anyway, they try to pronounce it. It is the biggest achievement for me. It is the most important result of my work and my patience which I enjoy now.

 

I already feel trust from their side. I already can communicate with my Romanian and sometimes understand their jokes. A real happiness is in simplicity. To walk in a simple way, to sit, to listen, to keep silence and smile.

 


There were moments when I wanted to leave the centre and never come back. But then I persuaded me that it was my decision and I don’t have the right to leave. In spite of difficulties,
I have decided to help, to work with them until the end of my project. I give my time and attention to them without waiting for something back.

 

I just want to leave some kind steps after me in this world. And their smiles are already those traces which will stay in my memory forever. I feel inside calmness.
Help, wait, believe, and smile without any expectations because life is unpredictable. You don’t know your tomorrow. Their parents also didn’t think that one day their children would be with disabilities and they would be the only responsible persons for them.

 

 

Tratto da:  http://gaiacraiovacommuni.

 

 

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SVE in Romania “Links to education”. I volontari Scambieuropei si raccontano

In questo articolo vi mostriamo un breve resoconto delle attività svolte dai nostri volontari EVS impegnati nel progetto “Links to education” a Timisoara, in Romania

 

I volontari italiani partiti con Scambieuropei ci raccontano alcune delle attività portate aventi durante il progetto con Zury Association

 

Dibattito Europeo in occasione dello Europe’s Day


Attraverso il programma Erasmus + i volontari hanno organizzato 2 workshop di comunicazione, nello specifici un workshop linguistico ( in lingua francese) e un dibattito europeo in occasione della Giornata dell’Europa, evento promosso in collaborazione con il Timisoara European Cultural Capital Association e il Centro Europe Direct di Timisoara

Per l’occasione sono state organizzate varie attività tra cui eventi sportivi per trascorrere del tempo libero con bambini e ragazzi e sensibilizzarli al tema dei dirtitti umani.

 

Guarda tutta la GALLERY

 

World No-Tobacco Event

Stimolante anche il progetto implementato a maggio 2016 in occasione del World No-Tobacco’s Day, promosso dall’organizzazione mondiale della sanità

Guarda il video di sensibilizzazione girato dai volontari sve

 

 

Corsi di lingua

A luglio 2016 i volontari si sono reinventati insegnanti, organizzando ben 4 corsi di lingua, della durata di 2 ore ciascuno. Per ogni classe hanno partecipato dai 5 ai 7 studenti

 

Questa l’immagine di una delle classi

 

 

Attività ricreative e sportive

Per promuovere il loro progetto personale, i volontari hanno anche dato vita ad un evento, basato sull’educazione non formale, e volto a promuovere lo sport come stile di vita sano ai bambini ed una serie di attività ricreative

Guarda la Gallery e scopri tutti i progetti organizzati

 

Maggiori informazioni

http://blog.zury.org/