Cosa abbiamo fatto negli scorsi sei mesi di Green Link?
Il 30 settembre si è conclusa la prima fase del progetto GreenLink, a cui Scambieuropei ha partecipato con 5 volontari. Nelle prossime righe vi raccontiamo com’è andata. Per capire com’è andata, però, è necessario partire dall’inizio e raccontare come è nato il progetto.
Cos’è GreenLink
GreenLink è un progetto finanziato dal CERV, che mira a promuovere la cittadinanza attiva e a colmare la distanza tra le istituzioni e i giovani europei. Riassumere cos’è il CERV e da dove nasce non è semplice, ma possiamo dire che si tratta di fondi europei destinati anche alle realtà di volontariato, con l’obiettivo di promuovere la sensibilizzazione su temi come la transizione energetica, l’inclusione sociale e i diritti umani. I nostri primi volontari, però, hanno dei nomi: Alessia, Andrea, Emma, Jule e Matilde. Insieme hanno portato avanti un percorso fatto principalmente di riunioni settimanali, eventi, escursioni e progetti, con l’obiettivo di avere un impatto concreto sulla comunità locale bolognese.
Da dove siamo partiti
Tutto è partito da una domanda: cosa vogliamo migliorare nella nostra quotidianità? Da qui abbiamo iniziato a costruire un piano che, nel corso delle settimane, ci ha portato a conoscere e partecipare a diverse realtà del territorio. Crediamo infatti che raccontarvi le attività e le scoperte fatte lungo il percorso sia il modo migliore per descrivere cosa è stato GreenLink e cosa ci auguriamo possa continuare a essere con il prossimo gruppo, in partenza proprio questo mese.

Inclusione sociale e sostenibilità: le seed bombs
Fin dall’inizio ci siamo detti che inclusione sociale e sostenibilità dovessero essere le nostre priorità, e così è stato. Abbiamo iniziato subito a pensare ad azioni da realizzare in prima persona e da condividere poi con chiunque fosse interessato. È nata così, per esempio, l’idea di scoprire cosa fossero le seed bombs e di capire come poter contribuire a ripopolare il verde che ci circonda. Da qui abbiamo organizzato un pomeriggio per metterci direttamente all’opera.
La Festa dell’Europa
Il mese di maggio ci ha visti impegnati in un grande evento: la Festa dell’Europa del 9 maggio, organizzata e gestita dal Tavolo Europa. Abbiamo partecipato proponendo attività di sensibilizzazione e giochi dedicati alla cittadinanza attiva e all’avvicinamento alle tematiche europee.
Alla scoperta del territorio: Villa Celestina e Arvaia
A questo evento ne sono seguiti molti altri, tra cui una visita a Villa Celestina, una realtà bolognese nata da un bene confiscato alle mafie e pensata come spazio di dibattito, confronto, ma anche di aggregazione. Sulla stessa scia, siamo andati a conoscere Arvaia, una cooperativa locale che lavora per rendere l’agricoltura più sostenibile, anche dal punto di vista economico. Il progetto ha però anche una forte dimensione sociale: riavvicinare la comunità all’idea di bene comune, a partire dai prodotti agricoli, mettendo a disposizione uno spazio di collaborazione e di lavoro aperto a tutti.
Il podcast per Green Youth Competences
Ci siamo dedicati anche ad attività di supporto, tra cui la registrazione di un podcast per il progetto Green Youth Competences, che mira a promuovere lo sviluppo di soft skills e competenze digitali tra i giovani. Il podcast affronta temi come l’azione collettiva, la capacità di individuare i problemi reali e quella di pensare a soluzioni efficaci e alternative.

Il confronto con l’Europa
Nel corso di questi mesi abbiamo avuto anche l’opportunità di conoscere e confrontarci con realtà provenienti da tutta Europa, discutere di tematiche giovanili, riflettere sull’impatto che anche una singola persona può avere sulla società e sull’importanza dell’impegno collettivo per rendere il mondo un posto migliore.
Uno sguardo al futuro
Crediamo che progetti come questo siano speciali proprio perché permettono a giovani ragazze e ragazzi di mettersi in gioco e di “imparare facendo”. Ci auguriamo che il prossimo gruppo raccolga il testimone e continui a lavorare per sensibilizzare i giovani, creando un ponte tra loro, le istituzioni e le realtà locali. Perché, in fondo, viviamo tutti nello stesso mondo, ed è bello poterci impegnare insieme per prendercene cura.
Un saluto,
Alessia, Andrea, Emma, Jule e Matilde

