Podcast e carcere: raccontare la realtà oltre i pregiudizi con il progetto Insight

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Come si racconta la realtà del carcere senza fermarsi agli stereotipi? E può un podcast diventare uno strumento per dare voce a chi spesso rimane ai margini del racconto pubblico e favorire il dialogo tra dentro e fuori?

Sono state alcune delle domande al centro del workshop “Podcast e Carcere”, che si è svolto il 15 settembre 2026 a Bologna, in Via Lanzarini 11/C. Un appuntamento aperto a chi lavora nel mondo della comunicazione e del sociale, ai podcaster e a tutte le persone interessate a sperimentare nuove modalità di narrazione della realtà carceraria.

Un workshop per raccontare il carcere

L’iniziativa si è inserita nel progetto europeo INSIGHT – Initiating New Standards in Journalism: Supporting (formerly) Incarcerated Groups with Honor and Tact, nato con l’obiettivo di promuovere un modo più consapevole e rispettoso di raccontare la criminalità, il carcere e le persone detenute o precedentemente detenute.

Il progetto, della durata di 24 mesi, coinvolge organizzazioni di Lituania, Italia, Ucraina e Croazia e lavora sul rapporto tra media, criminalità e inclusione sociale. Tra gli obiettivi ci sono il rafforzamento delle competenze dei giovani rappresentanti dei media, il miglioramento dell’alfabetizzazione mediatica e il sostegno al reinserimento sociale dei giovani (ex) detenuti.

Il podcast come strumento di narrazione

In questo percorso, il podcast rappresenta uno strumento particolarmente interessante: attraverso la voce e l’ascolto è possibile costruire uno spazio narrativo capace di andare oltre le rappresentazioni più comuni del carcere, offrendo spazio a esperienze, punti di vista e storie che spesso non trovano posto nel dibattito pubblico.

Il workshop è stato quindi un’occasione di confronto e di pratica per esplorare il podcasting non soltanto come formato giornalistico, ma anche come possibile strumento sociale e narrativo. L’obiettivo è stato interrogarsi su come raccontare il carcere con maggiore attenzione, evitando semplificazioni e contribuendo a una comunicazione più inclusiva.

Nel confronto è emerso infatti il ruolo della comunicazione nel dare voce a chi spesso rimane ai margini del racconto pubblico. In questa prospettiva, il contributo di Laura Garcia, docente associata dell’Università di Bologna, ha arricchito la riflessione sulla necessità di creare nuovi spazi di ascolto e narrazione, capaci di favorire il dialogo tra “dentro” e “fuori” e di avvicinare la realtà carceraria alla società.

Il podcast, proprio grazie alla sua dimensione basata sulla voce e sull’ascolto, può diventare uno strumento per costruire questo ponte, dando spazio a esperienze e punti di vista che spesso restano esclusi dal racconto pubblico.

Media, inclusione e reinserimento sociale

INSIGHT punta infatti a coinvolgere rappresentanti dei media e giovani (ex) detenuti, attraverso attività di ricerca, formazione, workshop, iniziative locali e campagne di sensibilizzazione. Il progetto prevede inoltre attività rivolte al pubblico più ampio, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza sul modo in cui i gruppi marginalizzati vengono rappresentati dai media.

Nuovi linguaggi per raccontare realtà complesse

Il workshop di Bologna si è inserito proprio in questa prospettiva: creare occasioni concrete per sperimentare nuovi linguaggi e interrogarsi sulla responsabilità di chi racconta realtà complesse come quella carceraria.

L’iniziativa è stata realizzata nell’ambito del progetto INSIGHT, in collaborazione con Young Agents of Change, AY Institute, Prirašytos rankos, SCAMBIEUROPEI e Brodoto, con il finanziamento dell’Unione Europea.

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